«L’Ente Fiera mette un prezzo alla democrazia». Così il presidente del municipio XI di Roma, Andrea Catarci, commenta le modalità attraverso le quali l’Ente stesso voleva far approvare al Commissario straordinario il progetto di trasformazione urbanistica dell’ex Fiera di Roma visto che «ha tutte le facoltà per portare a termine il passaggio».
«In realtà–dice Catarci–erano già fondati i dubbi che ci fosse l’intenzione di bypassare i passaggi democratici. Ora, dopo le dichiarazioni dell’Ente Fiera apparse sui giornali, i sospetti sono diventati certezza: si vuole far approvare l’Accordo di Programma, per la realizzazione di 288 mila metri cubi, al commissario straordinario. Considerando l’attuale fase politica e l’importanza del tema, non sono maturi i tempi per stabilire le sorti dell’ex Fiera. A decidere sull’argomento dovrebbero essere gli organi politici municipali e comunali, quando torneranno ad essere nel pieno dei loro poteri, e i cittadini attraverso un processo partecipato. Ho scritto al commissario Morcone – continua Catarci – chiedendo di sospendere l’intero processo decisionale, compresa la richiesta di parere al Municipio, rinviando tutto all’insediamento del nuovo Consiglio comunale. Il commissario ha condiviso il mio parere e il Consiglio del municipio XI ha sospeso il parere e ritirato la proposta dall’ordine del giorno».






