Sindrome Nimby?

Non c’è forse modo peggiore per affrontare i nodi posti dai movimenti territoriali emersi in Italia negli ultimi anni che ridurli a numeri. Il Sole24Ore di oggi riporta i risultati di uno studio sui presunti casi di «sindrome Nimby», l’etichetta molto mediatica appiccicata ai movimenti di cittadini che contestano opere «pubbliche» solo in apparenza. Secondo il rapporto, ci sono in Italia 193 opere «bloccate» per le proteste delle popolazioni locali. E va da sé che, per il giornale confindustriale, tutto questo è inaccettabile. Centrali elettriche, inceneritori, discariche e rigassificatori sono i progetti più contestati. I numeri sono fuorvianti, in molti modi: non dicono nulla della qualità dei progetti, né dei motivi delle critiche, né della storia dei territori e dei movimenti. Tutto è riassunto in una cifra, un dato da filtrare e da interpretare «economicamente». E invece, molto spesso, dietro ogni «no» c’è un «si», a modelli energetici diversi, a gestione dei rifiuti più sensate o ad altre formule di mobilità, che la politica corrente e la narrazione del paese che fanno i grandi media relega, quando va bene, nelle note di colore dedicate a «movimenti» difficili da interpretare e impossibili da legittimare. Come se la «sindrome» portasse a fare discorsi sconnessi, deliri ecologisti o miraggi di democrazia energetica. Vale la pena insinuare un dubbio: se lo scollamento tra elite politica e società è un dato ormai acquisito, quando si inizierà a misurare quello la società e i tra grandi gruppi economici che controllano la stampa «autorevole»? Forse una sindrome esiste e colpisce molti amministratori delegati: energie alternative? Ottima cosa, ma non nel mio paese e non nella mia azienda.

Tags assegnati a questo articolo: territorio

Mail_long
11 ottobre 20 ottobre 4 novembre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abbonati abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antimafia sociale antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api aprilia Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biodiversità biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna Bolzano borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Camerun Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro Cisgiordania città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comuni comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro