Una delagazione di cinquanta tra contadini, commercianti, medici e insegnanti del Movimento No Coke ha atteso questa mattina al ministero dello sviluppo economico i risultati della preistruttoria per il riesame dell’autorizzazione della costruzione della centrale a carbone di Civitavecchia. I medici e i tecnici del movimento che hanno partecipato all’incontro non nascondono un certo ottimismo. «Le lacune sul progetto dimostrate e i dati sui danni della conversione portati alla riunione –dice Marzia dei No Coke–potrebbero nei prossimi giorni confermare la scelta di riesaminare l’autorizzazione della conversione della centrale elettrica in centrale a carbone».
Nei mesi scorsi il ministero della salute aveva sostenuto la richiesta di riapertura della Conferenza dei servizi per l’autorizzazione alla conversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga nord, già formulata dal ministro dell’ambiente nei confronti del ministero dello sviluppo economico. Recentemente anche la Provincia di Viterbo ha chiesto la riapertura della Conferenza dei servizi, ricordando gli studi dell’Osservatorio epidemiologico regionale, che hanno messo in evidenza gli alti livelli di mortalità e morbilità per malattie derivanti dall’inquinamento nell’Alto Lazio. Infine, anche il direttore dell’Arpa Lazio ha avanzato al ministero dello sviluppo economico la richiesta di riesame del decreto autorizzativo della riconversione.
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