Questa mattina il polo chimico di Porto Marghera è rimasto deserto. Tutti i lavoratori infatti hanno protestato contro i ritardi delle autorizzazioni alle concessioni Ineos, gruppo britannico che ha deciso di investire nello stabilimento, e garantire così la continuità produttiva, l’occupazione dei 5 mila lavoratori, e migliorare l’impatto ambientale investendo sul bilanciamento della chimica del cloro. Ma il protocollo d’intesa, firmato nel dicembre del 2006, non era ancora divenuto decreto autorizzativo, nonostante l’intervento del presidente del consiglio Romano Prodi. Stamane però gli operai sono potuti tornare a casa soddisfatti, dato che il Consiglio dei ministri ha autorizzato il progetto di Ineos. Assolutamente soddisfatto del risultato, il presidente della provincia di Venezia Davide Zoggia, vede salva così l’area industriale: «Abbiamo creduto ad una Porto Margera diversa che possa essere considerata un modello di riqualificazione e di sviluppo sostenibile. Se fosse fallito tutto, ci saremmo trovati di fronte ad un dramma, sociale ed ambientale, difficilmente arginabile».






