La Egl Italia Spa scrive a Carta in merito alla centrale di Rizziconi [Reggio Calabria]

Pubblichiamo la richiesta di precisazioni di Egl Italia Spa–nella persona del direttore comunicazione e pubbliche relazioni Paolo Ghelfi–apparsa sul numero di 11 di Carta in edicola il 29 marzo e di seguito la risposta.

Gentile dott.sa Formisani,
le scrivo in merito all’articolo “Infelicità Tauro” pubblicato su Carta in data 7/03/2008 che riporta alcuni riferimenti inesatti relativamente alla centrale elettrica della società Rizziconi Energia SpA appartenente al gruppo EGL.
In particolare le vorrei segnalare le seguenti precisazioni sugli argomenti trattati:
La società proponente il progetto della centrale a Saline Ioniche SEI Spa è effettivamente controllata da Raetia Energie AG una delle principali società elettriche regionali in Svizzera. EGL AG possiede una quota di minoranza (21,4%) nel gruppo Raetia di cui il Cantone dei Grigioni detiene la quota di maggioranza. EGL è tuttavia estranea alle attività di Raetia sul mercato italiano dove quest’ultima opera direttamente attraverso proprie società sia nella commercializzazione di energia che nella sua produzione. Non esiste quindi alcuna relazione tra la centrale Rizziconi Energia ed il progetto menzionato che ad oggi non risulta autorizzato nè che ne sia stata richiesta l’autorizzazione agli organi competenti.
Per la realizzazione dell’impianto di Rizziconi Energia non è stato tagliato alcun albero. In ottemperanza alla prescrizione di compensazione ambientale relativa alla tutela botanico paesagistica posta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 23 maggio 2005 la società ha provveduto ad espiantare 281 piante di olivo ubicate nell’area interessata dal cantiere. Le piante sono state trasferite presso fondi agricoli dei comuni di Cittanova e Taurianova. L’operazione è stata condotta avvalendosi della consulenza del Dipartimento di Agrochimica ed Agrobiologia della facoltà di Agraria dell’Universita di Reggio Calabria con il quale il 18 ottobre 2005 è stata sottoscritta una convenzione. Le rimanenti piante presenti sul sito sono state mantenute, mentre è stata eseguita una semplice operazione di potatura e di pulizia del sottobosco.
Il parere del Nucleo VIA regionale citato nell’articolo è stato solo un passaggio nell’iter autorizzativo che ha portato alla realizzazione della centrale di Rizziconi Energia. Il progetto ha, infatti, ottenuto il parere positivo di compatibilità ambientale dalla Commissione nazionale VIA (parere n. 565 del 13 novembre 2003) successivamente confermato dall’intesa della Regione Calabria formalizzata nell’ambito della Conferenza dei Servizi del 9 marzo 2004. In particolare nel verbale della Conferenza viene esplicitamente fatto riferimento al precedente parere del Nucleo VIA regionale in questi termini: “il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Direzione Salvaguardia ambientale, congiuntamente alla Commissione VIA ed al Ministero per i Beni e le Attività culturali, ha esaminato il parere negativo del Nucleo VIA regionale e da un’attenta analisi, condotta confrontando il parere della Regione con il parere della Commissione VIA e del Ministero per i Beni e le Attività culturali, ha potuto verificare che gli elementi di negatività che erano emersi sono sostanzialmente superati dagli elementi contenuti nei pareri prima citati ed in ogni caso non erano tali da costituire elementi di pregiudizialità per la compatibilità ambientale dell’opera”. Entrando nel merito dei punti segnalati dall’articolo vorrei precisare che la centrale ha creato circa un centinaio di posti di lavoro tra personale diretto ed impiegato nell’indotto, mentre la valutazione su un impianto dalle capacità e caratteristiche di quello di Rizziconi Energia deve fare riferimento ad un contesto strategico più ampio che alla semplice richiesta locale di energia elettrica.
Non esiste alcun rischio per le coltivazioni circostanti all’impianto di Rizziconi Energia in quanto le ricadute al suolo sono notevolmente inferiori ai limiti previsti dalla normativa europea per la tutela degli ecosistemi e quindi anche della vegetazione. Anche dal punto di vista del microclima, la presenza dell’impianto non genera alcuna variazione apprezzabile a livello del suolo e delle colture poiché il calore emesso viene dissipato in atmosfera a quota elevata, anche nelle condizioni meteorologiche più critiche. Le emissioni al camino sono misurate in maniera continua e tutti i dati registrati storicamente vengono trasmessi in tempo reale all’ARPA, all’ASL e ad altre istituzioni pubbliche interessate al loro controllo. Una ulteriore garanzia di sicurezza in questo ambito è rappresentata dall’adesione di Rizziconi Energia ad un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) sviluppato in conformità alla norma UNI EN ISO 14001 ed al Sistema Comunitario di Ecogestione ed Audit (EMAS). La signora Franca può quindi rasserenarsi… non vi è rischio di inquinamento ed i controlli sono continui, certi e rigorosi.

Gentile signor Ghelfi,
come lei stesso conferma la EGL Italia Spa possiede una quota pari al 21,4 per cento del Gruppo Raetia. Raetia a sua volta controlla la Sei spa che vuole costruire a Saline Ioniche una centrale a carbone. Per cui esiste un collegamento tra il gruppo EGL AG, che controlla Rizziconi Energia Spa, e la società Raetia Energie AG, che controlla la SEI Spa proponente la centrale a Saline Ioniche.

Sul punto due: l‘articolo riporta dati forniti da Mdt–Movimento per la difesa del territorio Calabria–che sono stati desunti e tratti da quanto dichiarato dalla stessa Rizziconi Energia Spa e poi riportati sul decreto Via n. 148 del 2/3/2004 ministero dell’ambiente. In questo documento in particolare si parla di un impianto avente una «Superficie sito» di metri quadrati 180mila. In altre parole l’area che è stata destinata alla centrale turbogas è pari a 18 ettari [ 180 mila metri quadri], in tali superfici la proporzione di alberi secolari di olivo che vengono piantati sono pari 100 alberi per ettaro. Quindi per liberare una superficie di 180 mila metri quadri si stima in difetto che siano stati abbattuti oltre 1.800 alberi secolari di olivo. Se poi si pensa che generalmente sotto tali alberi di olivo ci sono piantati pure alberi di arance e mandarini il numero di piante o alberi abbattuti si deve raddoppiare.

Sul punto tre: poco importa se il parere negativo Via rilasciato dalla Regione Calabria alla realizzazione della Centrale Turbogas di Rizziconi sia solo un «passaggio nell’inter autorizzativi», perchè si tratta di un parere rilasciato da personale tecnico altamente specializzato, qualificato e competente. Inoltre le negatività citate nel decreto Via non sono state comunque superate affatto, come si può leggere nel decreto Via n. 148 del 2/3/2004.

Sull’ultimo punto: un impianto simile a quello di Rizziconi, emette in atmosfera un quantitativo di polveri PM10 pari a 290 tonnellate/anno. La situazione ambientale e dell’aria nella piana di Gioia Tauro, per quanto riguarda l’inquinamento da
PM10 è già molto grave. Le due centraline di controllo inquinamento da PM10 installate nei comuni di Laureana di Borrello e Polistena dall’Arpacal hanno rivelato, nel primo semestre del 2007, che la misura della concentrazione di massa di PM10 nelle due cittadine ha sforato ossia è andata oltre i limiti consentiti dalla legge, e ciò rispettivamente per ben 16 voltre su Laureana e 11 volte su Polistena. Infatti non è solo la signora Franca è preoccupata per la sua salute e quella della sua famiglia, ma anche le due comunità: Rovereto e Bosco di Rosarno [3.311 residenti] che vivono in un raggio di meno di 800/900 dall’impianto.

Tags assegnati a questo articolo: ambiente, turbogas

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