Un grande anello stradale del diametro doppio rispetto a quello del raccordo anulare, ad esso concentrico, con venti svincoli e sette interconnessioni. Non è un «pesce d’aprile», ma la proposta presentata dalla coppia Alemanno-Antoniozzi, i due candidati del Pdl alla poltrona di sindaco di Roma e alla presidenza della Provincia. La battuta viene facile davanti all’entusiasmo granitico, anzi di cemento, dell’ex delfino di Storace: «Il secondo anello – ha detto Alemanno–risolverà il problema del collegamento tra Roma e la Provincia e libererà i pendolari dalle tre ore che quotidianamente si trascorrono in macchina». L’acronimo del progetto è Nia, che sta per Nuova infrastruttura anulare, attualmente in fase di studio di fattibilità. I tecnici del Popolo della libertà assicurano che per realizzare l’opera «serviranno tre anni per la progettazione e cinque anni per i lavori», precisando che per alcuni tratti, i tempi potrebbero anche essere più brevi.
La struttura, lunga 120 chilometri e larga 40, avrebbe un costo di cinque miliardi e 710 milioni di euro; la proposta creativa dei candidati prevede il recupero delle risorse dall’aumento dei pedaggi autostradali e da imprecisati «investimenti privati».






