Dalla Corte di giustizia europea arriva oggi una bocciatura sulla gestione dei rifiuti ed in particolare sulle discariche. Nel mirino della Commissione Europea i decreti attuativi della direttiva europea sulle discariche del 2003 e 2005. L’accusa è che «mentre la direttiva definisce le discariche esistenti come quelle in attività, il 16 luglio 2001 o prima di questa data, la legislazione italiana sposta questo termine al 27 marzo 2003. Ciò significa che le discariche autorizzate tra queste due date non sono state obbligate a rispettare le norme più rigorose previste dalla direttiva per le discariche nuove, come avrebbe dovuto essere. Al contrario, queste avranno tempo fino al luglio 2009 per soddisfare le disposizioni applicabili alle discariche esistenti», si legge in una nota della Commissione.
L’Italia si era difesa in passato da questa accusa inviando–alla fine del 2005–all’Unione europea un parere motivato che attribuiva il ritardo nel recepimento della direttiva alla stessa Commissione Ue. Argomentazione che Bruxelles ha respinto, portando il paese davanti ai giudici di Lussemburgo.






