Il Pm Gianni Tei ieri ha chiesto 13 condanne e tre assoluzioni [di cui due per prescrizione] per i danni provocati alle falde idriche e ai torrenti del Mugello dai cantieri della Tav tra Firenze e Bologna. Un progetto ha detto Tei nato «da una logica vecchia, che aveva portato a una valutazione dell’impatto dell’opera soltanto da un punto di vista paesaggistico».
Le condanne e le tre assoluzioni sono state chieste nei confronti di 16 fra dirigenti e dipendenti di Cavet, il consorzio di imprese che ha avuto in appalto i lavori. Il pm Tei ha chiesto al tribunale la trasmissione degli atti del processo alla Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità per danno erariale a carico di Regione Toscana e ministero dell’ambiente, per omesso controllo: secondo lui sulla realizzazione dell’Alta velocità, di fatto è mancato, l’Osservatorio ambientale non ha funzionato.
Secondo il pm i lavori hanno provocato danni per 751 milioni di euro, con conseguenze in alcuni casi «non reversibili». per quanto riguarda i costi pubblici, quindi pagati dalla collettività, nonostante che all’inizio per la grande opera fosse previsto l’intervento dei privati il pubblico ministero Tei ha segnalato: «Dai 5.180 miliardi di lire iniziali, si è arrivati al momento a 4,8 miliardi di euro. Con una riserva da parte di Cavet di altri uno-due miliardi».






