Mentre i romani riflettono sul prossimo turno di ballottaggio, il 27 e 28 aprile, per decidere chi guiderà il comune [e anche la Provincia],
non si fermano i lavori nella discarica di Malagrotta. E’ qui che si stanno svolgendo i test di funzionamento della prima linea del gassificatore [inceneritore], per metterlo in funzione prima possibile. «Dalla fumata bianca che proviene dall’impianto all’interno della discarica, è evidente che lo stanno testando–dice il comitato Malagrotta–Ma chi controlla quello che sta succedendo? Noi siamo all’oscuro di tutto».
A deciderlo, come sempre, sarà il «patron» dei rifiuti di Roma e del Lazio, Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta, nel silenzio delle istituzioni competenti. Una interrogazione, invece, l’ha presentata al parlamento europeo il capogruppo di Rifondazione a Strasburgo, Roberto Musacchio, per domandare «se la Commissione non ritenga di riesaminare la questione e chiedere in particolare alla Regione Lazio di realizzare una valutazione d’impatto ambientale strategica su tutta l’area e di verificare se i singoli impianti siano conformi alla direttiva Seveso II e nello specifico se per il nuovo gassificatore le analisi di rischio e il piano di sicurezza per l’eventuale evacuazione in caso di incidente siano stati realizzati».






