Nel libro «Popoli in Fuga, geografie delle migrazioni forzate», Fabio Pollice, docente di geografia presso l’Università del Salento, racconta la drammatica realtà di chi è costretto ad abbandonare la propria terra, per sfuggire alla fame o alla guerra. Il rapporto è stato presentato a Roma alla sede della Società Geografica Italiana. I dati al 2007 parlano di 30 milioni di profughi, di cui 700 mila richiedenti asilo, quasi 6 milioni di apolidi e oltre 13 milioni di sfollati interni. Di questi ultimi le stime sono meno attendibili perché sono situazioni in cui la comunità internazionale può difficilmente intervenire: i governi, che dovrebbero fornire loro assistenza e protezione, non ne dichiarano i flussi per paura di essere denunciati. Fra le cause principali del fenomeno ci sono anche i cambiamenti climatici: secondo Norman Myers, analista ambientale, «entro il 2050 i profughi ambientali saranno quasi 200 milioni».






