Un’infrastruttura «più grande, costosa, devastante e inutile di sempre sta iniziando ad investire le nostre valli d’Isarco e d’Adige, dal Brennero al Veneto, senza che le popolazioni interessate abbiano reale coscienza di ciò che le attende». È l’alta velocità Monaco-Verona. A parlare sono i gruppi e i comitati No Tav del Trentino Alto Adige che da mesi stanno preparando la manifestazione No Tav di domani a Trento con dibattiti, seminati e discussioni per informare la popolazione su questo mostro da abbattere che se non sarà fermato snoderebbe le sue spire per 224 chilometri [di cui 180 in galleria] solo tra il valico del Brennero e Verona.
«In Trentino avremmo a che fare con 80 chilometri di linea, circa 72 in galleria, con progetto preliminare [attualmente in bozza] atteso per i primi mesi del 2008. Anche alla Provincia di Verona – poco più in là nel tempo–toccherebbe la sua parte, circa 33 chilometri anche questi per lo più in galleria. E i costi sarebbero enormi. Stime indipendenti valutano in 10 miliardi [4 per l’Italia] quelli per la galleria di base del Brennero e in 19 miliardi quelli per le tratte di accesso Sud. Costi tutti coperti direttamente o indirettamente con risorse pubbliche», commentano i No Tav.
Per non parlare dei danni ambientali che anche gli studi preparatori hanno messo nero su bianco: gravi interferenze con le risorse idriche, cantieri grandi e piccoli ovunque per quarant’anni, grossi depositi di materiali di scavo, distruzione di attività agricole, deturpazioni al paesaggio.
E poi è un dato di fatto che le linee Av «contribuiscono a rendere le vallate e le montagne dei semplici corridoi per le merci, sempre più spopolate e uniformi, oppure abitate da pendolari che per lavorare e fare la spesa sono costretti a spostarsi, in auto, nei grandi centri. Aumentando la circolazione forsennata delle merci [bere a Bolzano l’acqua imbottigliata a Monaco e viceversa: meraviglia del progresso!], riduce l’autonomia delle piccole comunità e la varietà dei suoi prodotti», dicono ancora i No Tav che domani pomeriggio si ritroveranno in piazza Dante alle 14,30.
Naturalmente di tutt’altro avviso è Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, che oggi dice «Sull’Alta velocità abbiamo fatto dei passi da gigante. Entro il 2009 avremo realizzato più di mille chilometri di alta velocità e di alta capacità». Moretti non accenna alle migliaia di proteste dei territori attraversati da questo «miracolo della tecnica», indispensabile interconnessione con l’Europa. Anche William Casoni, capogruppo di Alleanza nazionale al consiglio regionale del Piemonte, nei giorni scorsi ha annunciato che il Pdl presenterà in Consiglio una nuova mozione sulla Tav in Valle di Susa, per chiedere «l’immediato via libera» della Torino-Lione. È strano ma la posizione di Casoni coincide con quella di Liberazione di ieri [17 aprile]. Casoni ha spiegato che il risultato delle elezioni in Valle di Susa indicherebbe che i valsusini vogliono la Tav. Ha fatto l’esempio di Venaus, dove «la coalizione Pdl più Lega ha raggiunto il 31,608, mentre quella di Pd e Idv si è fermata al 30,868». Maurizio Pagliassotti su Liberazione invece ha scritto: «Ad Avigliana, un paese che fino a poco tempo fa era tappezato di bandiere No Tav, il Pdl [37,8per cento], è il primo partito in città, con più di cinque punti percentuali sul Pd [32,2 per cento]. La coalizione di centro-destra [Pdl e Lega nord] è ad un passo dalla maggioranza assoluta».
Domani i No Tav si ritroveranno «uniti da un obiettivo preciso: fermare il Tav per fermare la distruzione delle nostre valli». Da Milano partirà un pullman che parte dal piazzale della stazione di Romolo alle 11 [costo euro 14]. Per informazioni e prenotazione posti: qualsivoglia@autistici.org. Dalla Val di Susa partirà un pullman: da Bussoleno alle 7 e da Avigliana alle 7,20. Il costo indicativo è di 20 euro, per prenotare rivolgersi a postmaster@spintadalbass.org






