L’Aia sbagliata che l’Enel non vuole riaprire

Il movimento No coke alto Lazio è tornato stamattina a Roma per sostenere i tecnici «di fiducia» che, per la seconda volta, sono saliti al ministero dello sviluppo economico. E’ là, infatti, che si riunisce la commissione preposta al riesame dell’Aia [autorizzazione integrata ambientale] per la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga nord a Civitavecchia. Dopo i tecnici No coke, la commissione ha sentito i rappresentanti dell’Enel, accompagnati da una cinquantina di supporter. A loro è stato concesso di manifestare davanti al ministero, mentre ai No coke non è stato consentito avvicinarsi a via Molise e sono stati tenuti a debita distanza. Comunque, la commissione si è impegnata a decidere in tempi brevissimi se l’Aia va riaperta o meno. «Se la decisione fosse positiva, come noi speriamo – dicono i No coke – si dimostrerebbe che la valutazione di impatto ambientale è lacunosa. In particolare, riguardo ai pericolosi inquinanti emessi dalla combustione del carbone, tra cui l’arsenico, incredibilmente non quantificato nei documenti ufficiali dell’Enel». Nel caso, quindi, l’ente elettrico dovrebbe produrre un bel po’ di documentazione aggiuntiva e fornire spiegazioni che non ha mai voluto dare. Intanto, i No coke annunciano iniziative e mobilitazioni per metà maggio.

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