Prodi lo aveva detto, il tunnel di base del Brennero «è una assoluta priorità per l’Italia rassicurando su questo anche il cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel. Un’altra «grande opera» è stata inaugurata oggi con l’inizio dello scavo della «galleria esplorativa», necessaria per esaminare le caratteristiche idro-geologiche del terreno. Poi, dopo trenta mesi di lavoro, si passerà allo scavo della vera galleria che collegherà Innsbruck e Fortezza [Bolzano].
L’eurotunnel è un’«opera essenziale» per la nuova linea Monaco-Verona, inserita nel «Corridoio 1» Berlino-Palermo. Le somiglianze con il progetto Tav in Valle di Susa sono tante, a partire dal tunnel di base di ben 56 chilometri, il proseguimento fino a Verona è previsto quasi interamente in galleria per non espropriare gli importanti terreni agricoli e industriali trentini, tanto che si parla di 240 chilometri di gallerie.
«Presidente, ci pensi bene… Premendo quel bottone, che avvierà la talpa meccanica necessaria a scavare il cunicolo pilota per la costruzione del Tunnel di base del Brennero, darà la sua benedizione ad una delle opere più imponenti, con più devastazione ambientale, elevato rischio idrogeologico e spreco enorme di risorse che abbiamo mai visto». Così i gruppi oppositori della Tav al Brennero si sono rivolti al presidente Napolitano. Che non li riceverà e per la cui visita le forze dell’ordine hanno vietato anche la più piccola manifestazione di contrarietà al megaprogetto.
E’ una bella cosa che il presidente della Repubblica italiana passi da Bolzano, sulla via di una visita ufficiale in Austria. L’Alto Adige è stato per più di settant’anni un motivo forte dell’«inimicizia ereditaria» fra i due stati confinanti. Ora il conflitto è superato, e fa bene vedere che l’Italia è consapevole dei rischi della disattenzione nei riguardi di un luogo che può essere esempio di convivenza, ma anche fucina di nazionalismi. Il presidente ha visitato il presidente della giunta provinciale, ha espresso le solite lodi per la buona amministrazione, confermato che non concederà la grazia ad altri terroristi degli anni sessanta, rei condannati a lunghissime pene per feroci assassinii mai scontati; ha ricordato ai pochi manifestanti di estrema destra che il Sudtirolo non è il Kossovo. Tutto come previsto. Il principale obiettivo della visita è l’inaugurazione era dei lavori di scavo del tunnel di base del Brennero, tratto principale di un progetto di alta velocità ferroviaria su una linea oggi scarsamente usata sia da passeggeri che da merci.
Perché gli estremisti di destra dei due gruppi linguistici, gli uni con la richiesta di indipendenza, gli altri a lamentare l’oppressione della minoranza italiana, hanno potuto manifestare e ai no-Tav è stato impedito?
I rappresentanti dei comitati e delle associazioni che raccolgono l’opposizione hanno messo in evidenza che ad Aicha volevano portare i motivi di una larga contrarietà della popolazione, preoccupata per le conseguenze ambientali, sanitarie, economiche e finanziarie dell’opera, del suo impatto non regolarmente misurato su un territorio alpino la cui fragilità è stata riconosciuta tramite la Convenzione delle Alpi perfino dall’Italia, fra i paesi che condividono l’ecosistema alpino il meno interessato alla sua conservazione. Una dozzina di persone e uno striscione, non un’assemblea di massa. Intanto i costruttori locali, finora molto defilati nei riguardi dell’opera, ricevuta da questo atto ufficiale dello stato la rassicurazione che la mano pubblica è pronta ad assumersene gli oneri, si esprimono favorevolmente, e cominciano a parlare di partnership privato-pubblico. Come sempre, alla sudtirolese ovvero all’italiana, uniti al di là di ogni conflitto storico o attuale, nel metodo di ignorare le obiezioni e nel fine comune di realizzare grandi «imprese», di cui non è stata valutata l’utilità generale.






