L'Ue boccia l'Italia sui rifiuti

Campania bocciata, Lazio rimandato. Lo ha deciso questa mattina la Commissione europea a proposito della gestione dei rifiuti nelle due regioni commissariate da anni per l’«emergenza ambientale» [in tutto sono cinque, con Puglia, Calabria e Sicilia]. Per il mancato rispetto della direttiva sui rifiuti da parte della Campania, la Commissione ha deciso di portare l’Italia davanti alla Corte di giustizia europea, che deciderà se e quali sanzioni milionarie applicare [è il paese che «paga», qualunque sia l’ente pubblico inadempiente].
Secondo Bruxelles, infatti, la Campania non è in grado di assicurare con efficacia e in sicurezza la gestione dei rifiuti, che devono essere recuperati e trattati senza danni per la salute e per l’ambiente. Né, a parere della commissione, le misure finora adottate sono «adeguate a risolvere nel lungo periodo il problema dei rifiuti nella regione e impedire il ripetersi dei fatti inaccettabili verificatisi lo scorso anno».

Diversa la situazione del Lazio, giudicata inadempiente per non aver attuato il piano di gestione dei rifiuti. Il passo successivo però, minaccia l’Europa nella lettera ufficiale indirizzata all’Italia, sarà un provvedimento uguale a quello riservato alla Campania. «La procedura di infrazione è iniziata nel 2004 ed è quindi relativa al piano Verzaschi – cioè al sub-commissario ai rifiuti della regione governata da Francesco Storace, dice Filiberto Zaratti, assessore verde all’ambiente del Lazio – Per cui le responsabilità sono del centrodestra. E’ necessario approvare il nuovo Piano regionale rifiuti che deve ricalcare, a mio parere, il piano emergenziale – continua Zaratti – e questo è possibile farlo in tempi brevi. Dobbiamo avviare tutte le procedure necessarie per la realizzazione degli impianti intermedi, per il trattamento dell’umido, e lanciare concretamente la raccolta differenziata. Se faremo tutto questo, non ci sarà alcun rischio Campania».
Non è un caso che l’assessore Zaratti faccia riferimento alla necessità di uscire dall’emergenza e di avviare la raccolta differenziata e il recupero dei rifiuti: infatti, la commissione richiama l’Italia perché in Campania e nel Lazio non è stata rispettata la direttiva europea sui rifiuti, non perché non sono stati realizzati gli inceneritori, come in troppi si affrettano a dichiarare. Non è compito della Commissione esprimersi su queste questioni ma, piuttosto, richiamare i paesi membri al rispetto delle norme comunitarie.
«Siamo in prima fila per il rispetto delle regole, ma non vanno sollevati polveroni – dice Roberto Musacchio, capogruppo di Rifondazione al Parlamento europeo – L’Europa richiama l’Italia ad attenersi alla direttiva, che indica precise procedure e priorità nella gestione dei rifiuti. Le procedure prevedono anche la corretta informazione dei cittadini oltre che la comunicazione esaustiva agli uffici di Bruxelles. E le priorità indicate chiaramente dalla direttiva per la gestione dei rifiuti sono, nell’ordine, riduzione, raccolta differenziata e riuso, poi c’è lo smaltimento».

Vale la pena ricordare che le due regioni toccano a malapena il 15 per cento di raccolta differenziata, mentre già il decreto Ronchi [che ha recepito la direttiva] prevedeva il raggiungimento del 35 per cento entro il 2003.
Alla fine, con un gesto quasi disperato, getta acqua sul fuoco il portavoce della rappresentanza italiana a Bruxelles, Manuel Jacoangeli. «Si tratta di una decisione prevista, malgrado gli sforzi profusi dalle autorità competenti. A titolo di doveroso chiarimento – dice Jacoangeli – va comunque sottolineato che la decisione odierna della commissione rappresenta il primo deferimento Quindi non si discute a questo stadio né di sanzioni, né tanto meno di multe, che seguirebbero soltanto a una sentenza di condanna della Corte di giustizia che il governo italiano si adopererà per evitare».

Tags assegnati a questo articolo: rifiuti, ambiente, Campania, Lazio

Mail_long
dello stesso autore
20 ottobre 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antimafia api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues Basilicata beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania cemento censura cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia Europa expo fame fantascienza festival finanza finanza critica finanza etica finanziaria fiom forum forum sociale Forum sociale mondiale 2008 Francia fumetto G8