La puntata di Report «I re di Roma», sulla febbre edilizia della capitale e le responsabilità delle amministrazioni di centrosinistra, finisce in tribunale. La querela la ha annunciata l’assessore uscente all’urbanistica del comune, ora deputato, Roberto Morassut [Pd], che dice: «C’è un’incredibile massa di falsità e di approssimazioni che vuole gettare un’ombra su quindici anni di politica urbanistica capitolina, su un’amministrazione che ha approvato per la prima volta dopo cento anni il piano regolatore generale con tre voti di consiglio, settemila osservazioni e migliaia di incontri con cittadini, comitati, associazioni imprenditoriali, professionali e ambientaliste». Non la pensano così gli urbanisti Vezio De Lucia e Paolo Berdini, che dice: «Nell’urbanistica romana non c’è niente di positivo. Il problema è che la guida della città deve essere nelle mani dell’amministrazione pubblica e non della proprietà fondiaria. Ho contato oltre 50 accordi di programma in variante sia al piano del ‘62 che a quello nuovo. La somma di tanti pezzi scollegati non fa una città». Non sorprende, invece, il diverso giudizio dell’ex presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica [Inu], Paolo Avarello: «Questo servizio mi ha deluso. Era tutta una melassa tendente al negativo senza approfondimenti veri sul negativo e senza citare il positivo che c’è».






