C’è anche Roberto Scaglione, ex presidente del Consorzio Gaia Spa, tra i sette rinviati a giudizio per un presunto giro di tangenti da un milione e mezzo di euro. Il nome di Scaglione, a capo della società Gaia che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in 48 comuni delle province di Roma e Frosinone, è emerso dopo una lunga e laboriosa indagine che ha permesso di scoprire un articolato sistema di frode che, attraverso l’utilizzo di fatture false, sarebbe servito a dissimulare tangenti e trasferire ingenti capitali oltre confine, in violazione della normativa fiscale nazionale.
Un’indagine scaturita nell’aprile 2004, da uno strano giro di fatture rilevatesi poi false, che dovevano servire a nascondere una serie di tangenti [circa 1 milione e mezzo di euro] che sarebbero finite anche al presidente del consorzio Gaia, per ottenere l’aggiudicazione di appalti per la costruzione e la manutenzione del termovalorizzatore di Colleferro. Proprio qui, nei giorni scorsi, il Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri ha sequestrato diverse balle di Cdr – prodotti dall’Ama a Rocca Cencia e sulla Salaria – perché non sarebbe stato confezionato nel rispetto delle normative. Sulla vicenda, di cui si sta ora occupando l’Arpa di Frosinone, i consiglieri regionali Ivano Peduzzi ed Enrico Fontana hanno chiesto ieri di fare immediata chiarezza.






