Riconfermato, a larga maggioranza, il presidente uscente, Andrea Ferrante–42 anni, agronomo con esperienza nel biologico e nella cooperazione internazionale, alla guida di Aiab dal 2005– alla guida dell’Associazione per l’agricoltura biologica [Aiab]: questo il verdetto delle votazioni di sabato scorso, il 17 maggio, a conclusione dei tre giorni del congresso federale dell’organizzazione degli agricolori biologici all’isola di San Servolo nella laguna di Venezia.
«Un congresso importante – racconta Ferrante–, funestato dalla notizia della morte di un grande dirigente dell’associazione, Giovanni Brambilla, segretario regionale della Lombardia, pioniere del biologico, a cui abbiamo voluto dedicare il congresso».
Molte le decisioni emerse dall’assemblea congressuale che delineano il percorso dell’associazione nei prossimi anni: «L’alleanza con i diversi soggetti dell’altra economia – racconta Ferrante – che non è certo una nicchia, ma riguarda milioni di persone e rappresenta una critica matura al modello di sviluppo dominante». «Occorre rafforzare le reti–prosegue Ferrante – i distretti dell’altra economia, la filiera corta e i mercati del bio: tutti segmenti di un’alternativa di società».
Altro argomento principe del congresso è stata la biodiversità a cui è stato dedicato un intero giorno di lavori e da cui è scaturita una proposta concreta: promuovere la «ricerca partecipativa», coinvolgendo gli agricoltori, per il miglioramento genetico delle sementi, superando così l’approccio omologante e centralistico gestito dai grandi laboratori di ricerca indifferenti alle diverse esigenze dei particolari territori. Il metodo, sperimentato con successo in Siria Marocco e Tunisia dal ricercatore italiano Salvatore Ceccarelli, intervenuto al congresso, verrà promosso in Abruzzo in collaborazione con l’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo e la Fondazione di ricerca in agricoltura biologica e biodinamica.
«Altro nodo importante sono le politiche regionali–racconta Ferrante–, i piano regionali di sviluppo rurale penalizzano l’agricoltura biologica smentendo così le dichiarazioni di principio dell’Unione europea, per questo abbiamo già promosso un momento di mobilitazione il 23 maggio a Firenze, presso la manifestazione di Terra Futura. L’obiettivo è quello di ricontrattare i piani regionali deliberati».
Con questo congresso inoltre si compie il percorso, già avviato cinque anni fa, di separazione tra il mondo produttivo, rappresentato dall’associazione, e gli enti certificatori: una mozione approvata durante la giornata di sabato dà la possibilità agli associati di certificare i propri prodotti presso altri enti certificatori, oltre alla tradizionale Icea. «Si rafforza inoltre, con questo congresso – prosegue il presidente Ferrante – l’impegno internazionale di Aiab con l’adesione all’organizzazione dei contadini Via Campesina, in occasione dell’incontro del coordinamento europeo a Madrid il 25 e 26 giugno.
Un congresso ricco di proposte e di riflessioni tra cui Andrea Ferrante segnala la presentazione delle prime cinque aziende biologiche certificata con il nuovo marchio “Qualità lavoro” che contraddistingue le aziende dove vengono rispettati i diritti dei lavoratori: segnale importante in un mondo come l’agricoltura dove il lavoro nero, se non lo schiavismo, sono purtroppo frequenti.
Nella stessa giornata, sempre sull’isola di San Servolo a Venezia, sono stati eletti i nuovi membri del Comitato esecutivo federale, oltre a Ferrante: Calogero Alaimo Di Loro e Anna Ciaperoni ( vicepresidenti), Rita Rognoli, e Caterina Santori. Per il Consiglio Direttivo Federale di AIAB, sono stati eletti Cristina Grandi, Felix Adandedjan, Paolo Steccanella, Ambra Clemente, Paolo Guarnaccia e Francesca Malaspina. Il nuovo revisore dei conti dell’associazione è Maurizio Tocci.






