Una Guardia nazionale ambientale, sul modello della Forza nazionale di sicurezza [Fns], per rafforzare la vigilanza contro le attività illegali in Amazzonia: questa la proposta che, secondo il quotidiano Folha, avrebbe già ricevuto il beneplacito del presidente Lula, avanzata dal ministro dell’Ambiente designato, Carlos Minc, chiamato a succedere a Marina Silva, dimessasi la scorsa settimana per «incompatibilità» tra l’agenda economica e la politica ambientale del governo.
Minc, che si insedierà lunedì prossimo, ha confermato inoltre che saranno mantenute le restrizioni ai sussidi agricoli per i produttori responsabili della deforestazione del «polmone del pianeta», rispondendo al ministro delle miniere e dell’energia Edison Lobão che aveva auspicato un ministro «meno rigoroso» rispetto a Marina Silva, distintasi anche fino allo scontro con alcuni colleghi per l’impegno nella difesa dell’ecosistema amazzonico.
«Applicherò la stessa politica di Silva, le misure contro il disboscamento illegale saranno mantenute e rafforzate. Faremo anche altre cose che lei non ha potuto realizzare sperando che ci siano le condizioni», ha detto ancora l’ex-segretario per l’ambiente di Rio de Janeiro precisando che si avvarrà anche della collaborazione del suo predecessore a cui ha rinnovato stima e amicizia; Minc ha sottolineato che i responsabili di crimini ambientali «verranno puniti in modo esemplare» anche obbligandoli a ripiantare gli alberi abbattuti.






