Uno dei pesci di acqua dolce a maggiore rischio in Italia è l’anguilla, fra le specie un tempo più diffuse. E’ uno dei dati preoccupanti
contenuti nel dossier del Wwf «2008. Acque in Italia. L’emergenza continua: a rischio molte specie di pesci», presentato questa mattina
nel museo civico di zoologia a Roma. «Delle circa 50 specie autoctone di pesci che vivono nei nostri fiumi, laghi e lagune, tre si sono già
estinte e ventidue sono, a diverso grado, in pericolo di estinzione», si legge nel dossier. E l’allarme non sta «solo» nel fatto che spariscono
dalla faccia della terra animali «comuni», che tutti conosciamo. Il problema è che queste specie sono i «termometri» della qualità e dello
stato di salute dell’ambiente. «La rarefazione della fauna ittica è sintomo della gravità della situazione e del degrado delle acque interne
italiane», avverte il Wwf, che fa appello al rilancio e alla riorganizzazione del governo pubblico delle risorse idriche a livello di
bacino idrografico per tutelare la biodiversità. Tra le specie a rischio di estinzione ce n’è una anche nel Lazio, il carpione di Fibreno, che
vive solo in questo piccolo lago in provincia di Frosinone.






