Carica della polizia sui manifestanti a Chiaiano

Questa mattina la polizia ha caricato i manifestanti di Chiaiano, che cercavano di impedire a mani alzate la rimozione di un autobus che ieri è stato posto sulla sede stradale per impedire il passaggio dei mezzi. Un ragazzo è rimasto ferito e allontanando dal luogo degli scontri con il viso insanguinato. Un altro, nel fuggi fuggi generale, è caduto da un parapetto, precipitando da un’altezza di circa cinque-sei metri.
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“Assassini assassini”. Così i manifestanti di Chiaiano urlano contro le forze dell’ordine che hanno effettuato una carica nel tentativo di aprire un varco per rimuovere l’autobus che da ieri è posto di traverso lungo la carreggiata. Nel corso della carica un giovane è precipitato da un parapetto di un altezza di alcuni metri. Sul posto è giunta un’ambulanza con alcuni medici che gli stanno prestando i primi soccorsi.

Oltre cento persone, dopo gli scontri avvenuti nella serata di ieri, sono rimaste per l’intera notte a presidiare le strade di acceso che conducono alla cava di Chiaiano. Alla rotonda di Marano, dove sono avvenuti gli scontri più duri con le forze dell’ordine, si è tenuta nel corso della notte una lunga assemblea non solo per decidere le iniziative da tenere nella giornata di oggi ma anche quelle da intraprendere per esprimere solidarietà ai tre manifestanti che sono stati arrestati nel corso della notte.

Negli scontri sono state lanciate pietre contro la polizia, gli agenti in assetto antisommossa hanno tirato lacrimogeni e fatto cariche per forzare il blocco stradale. Un autobus è stato dato alle fiamme ma il rogo è stato spento subito da un poliziotto. I manifestanti parlano di più persone ferite.

“Lo sapevamo che non avrebbero risparmiato questa zona. L’inserimento di Chiaiano nella lista dei siti è un dispetto. Noi non arretreremo”. Così al presidio i manifestanti commentano la notizia ufficiale dell’inserimento dell’ex cava di tufo, nei dieci siti prescelti dal sottosegretario all’emergenza rifiuti per allestire altrettante discariche. Dopo una notte di confronto la situazione al presidio di Marano è abbastanza tranquilla. Polizia e manifestanti si tengono a distanza e anche se tra qualche difficoltà è ripresa la circolazione veicolare.
Nel pomeriggio si terrà un corteo che dalla metropolitana di Chiaiano giungerà all’incrocio che conduce alla discarica. Al presidio i manifestanti commentano quanto riportato oggi dai giornali: “Nessuno fa emergere la verità – accusano – qui si vuole mortificare una comunità con una scelta scellerata ed incomprensibile”. Al presidio è presente anche il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta.

TERZIGNO: “Non ho avuto ancora nessuna comunicazione ufficiale. Mica possono entrare e sversare senza che nessuno mi contatti?”. Così il sindaco di Terzigno (Napoli), Domenico Auricchio, dopo la notizia della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto che individua due discariche nel comune vesuviano. “Guardi – aggiunge – io sono un sindaco guerriero. E’ grazie a me e alla mia amministrazione che questo paese è stato ripulito dai rifiuti. Aspetto che mi facciano sapere qualcosa, io sono un berlusconiano. Vedremo che succede”.

MARANO: “Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale lo Stato ha perso un’altra volta. Ha perso già ieri pomeriggio quando sono stati caricati cittadini inermi”. Il sindaco di Marano (Napoli), Salvatore Perrotta, commenta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’elenco definitivo dei dieci siti che diventeranno discarica. “Andremo avanti nella nostra battaglia legale – prosegue – dimostreremo che si tratta di scelte scellerate”. La nuova discarica di Chiaiano è al confine con il comune di Marano e pur trovandosi nel territorio di Napoli ha come principale strada di accesso un’arteria che attraversa il centro cittadino di Marano. “Farò tutto quanto è di mia competenza”, conclude Perrotta annunciando: “non mi arrenderò facilmente”.

SERRE: “Anche se località Valle della Masseria verrebbe nel decreto considerata una ‘riserva’, noi non lo accettiamo. Serre ha già dato, come ha detto il sottosegretario Guido Bertolaso, facendo sua una mia affermazione. E per questo motivo o Valle della Masseria scompare nel corso dell’iter parlamentare dal decreto oppure bloccheremo la discarica di Macchia Soprana”. Lo ha detto il sindaco di Serre (Salerno) Palmiro Cornetta commentando il decreto sull’emergenza rifiuti che ufficializza i nomi delle località delle dieci discariche campane. Non appena si è saputa la notizia, Cornetta, che era nel suo studio medico, è stato tempestato da telefonate da parte dei suoi concittadini che chiedevano spiegazioni
A Serre c’é apprensione dopo l’ufficializzazione del decreto legge nel quale compare oltre al sito di Macchia Soprana anche il nome di località Valle della Masseria. Il sindaco Palmiro Cornetta cela a stento il suo nervosismo. “Ho letto il decreto legge dove si individuano i siti destinati a discarica – dice – la disposizione dei nomi non è casuale: i primi tre, Savignano, Sant’Arcangelo Trimonte e Serre (Macchia Soprana), rappresentano discariche già attive, proprio come Serre, e discariche i cui cantieri sono già in stato avanzato e prossimi alla chiusura. "Nello stesso articolo – prosegue Cornetta – vengono poi elencati i siti che potrebbero ospitare nuove discariche e ultima della lista è Valle della Masseria a Serre”. In questi siti insomma bisognerà eseguire tutti i carotaggi e rilievi necessari, prima di poter stabilire, con una successiva ordinanza commissariale, se sia possibile avviare i lavori o no. Il giudizio di idoneità spetterà ai tecnici.

BERTOLASO: ‘’Abbiamo bisogno di alcuni milioni di metri cubi di spazio per portare il tal quale nelle more della realizzazione dei termovalorizzatori da una parte – ha continuato – e della vera raccolta differenziata dall’altra’’. Sull’impianto di Acerra, “dove tutto è fermo”, si riprenderà a lavorare a partire da lunedì". Chi ha fatto l’84, il 90 per cento del lavoro (il gruppo Impregilo ndr) deve anche finire", ha spiegato Bertolaso.
Occorrerebbe troppo tempo se si conferisse l’incarico ad altri. Quattro impianti sono troppi? “Ma dove mettiamo i sette-otto milioni di ecoballe? Quindi, si bruciano”. “I tedeschi – ha aggiunto – bruciano i nostri rifiuti, con impianti che hanno qualche anno in più dei nostri. Sono più fessi di noi? Non rispettano le regole?”.
Quanto all’indicazione dell’area da parte del Comune “il termine non sarà perentorio: se ci sarà data una risposta in 45 giorni, invece che in 30, non sarà un problema – ha detto anche – Nessun Comune sarà commissariato per un po’ di ritardo”.
Le ‘ecoballe’ depositate in Campania saranno bruciate nei termovalorizzatori. Anche per questo la regione deve averne quattro. Lo ha detto il sottosegretario all’Emergenza rifiuti in Campania Guido Bertolaso, ribadendo che Napoli dovrà ospitarne uno: “Il sindaco Iervolino è d’accordo”. Per i siti individuati dal decreto, ‘’non si procedera’ in deroga alle normative europee’’, ha precisato poi Bertolaso: per ciascuno si procedera’ alle analisi del caso. Il capo delle protezione civile incontrera’, fra l’altro, il commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas: ‘’Chiedero’ un appuntamento per la prossima settimana. Gli illustrero’ il nostro piano’’.Il decreto prevede infine l’abolizione dei consorzi, ‘’che, per quel che riguarda Napoli e Caserta sono ricettacoli di tutto, tranne che di attivita’ finalizzata alla raccolta differenziata’’.

Bertolaso, che a Napoli ha incontrato i vertici delle amministrazioni locali, ha precisato che i militari non avranno regole d’ingaggio specifiche per la protezione delle discariche e i compiti di ordine pubblico resteranno di competenza esclusiva delle forze dell’ordine. “Non ci sono e non ci saranno regole d’ingaggio per i militari”, spiega Bertolaso, che è arrivato a Napoli in treno, perché il loro compito sarà di “sorveglianza, tutela e protezione” dei siti che saranno adibiti a discarica. Mentre “l’attività principale, purtroppo sarà portare via l’immondizia dalle strade, come hanno fatto in questi mesi in modo impeccabile”. Il compito di “confrontarsi” con le eventuali proteste, aggiunge il sottosegretario, “sarà delle forze dell’ordine, che fino ad oggi lo hanno svolto in maniera egregia”.

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