In Italia in sei anni il reddito per abitante è crollato del 13 per cento rispetto alla media europea. Se nel 2000 era del 4 per cento più alto della media dell’Unione europea, nel 2006 è scivolato oltre 8 punti sotto la media. E’ uno dei dati che si possono leggere nel rapporto dell’Istat presentato questa mattina alla Camera. L’origine degli scarsi aumenti dei redditi nostrani, si legge nel rapporto, è da ricercare nella crisi della produttività dell’economia, che ha frenato la crescita pro capite in Italia, mentre gli altri paesi [n particolar modo in Francia e Svezia] hanno continuato a crescere.
Una curiosità rilevata dal Rapporto è anche quella che riguarda invece le imprese che si occupano della gestione dei rifiuti che, a differenza di quelle che forniscono servizi idrici, dal 1997 al 2006, hanno realizzato una forte crescita del valore aggiunto +4 per cento e degli investimenti in rapporto al Pil +12 per cento l’anno. Inoltre, rileva l’Istat, sia nella gestione dei rifiuti sia nei servizi idrici si riduce molto la presenza del settore pubblico. Nel periodo preso in esame la quota degli investimenti privati passa dal 55,3 all’84,3 per cento nella gestione dei rifiuti e dal 65,6 al 70,8 per cento nei servizi idrici.
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