Per il primo ministro albanese, Sali Berisha, l’energia nucleare è un «grande potenziale» e per questo ha dato la disponibilità del suo paese ad ospitare le centrali nucleari italiane volute dal governo Berlusconi. Il premier albanese, in una intervista rilasciata oggi al Coriere della Sera, spiega che in questo modo i cittadini del suo paese non saranno esclusi da questa fonte di energia «più economica e pulita», e aggiunge: «Finanzieremo col governo di Roma un impianto da costruire in Albania. E se questo non sarà possibile, ci rivolgeremo al settore privato per studiare il mercato balcanico e italiano». Un gruppo italiano si sarebbe già fatto avanti anche se non se ne conosce ancora il nome. I tempi di costruzione di un impianto di «quarta generazione» non sono affatto lunghi assicura Berisha. Potrebbero volerci cinque anni, se l’accordo tra Albania e Italia ci sarà.
Proprio questa mattina Greenpeace, Legambiente e Wwf hanno presentato a Roma, dati, cifre e le ragioni che spiegano la loro contrarietà all’atomo contenute in un ampio dossier dossier. «Il nucleare è la fonte energetica più costosa che ci sia – si può legge – Non ha risolto nessuno dei problemi di smaltimento delle scorie e di sicurezza degli impianti». Anzi, aggiungono: «Gran parte del costo dell’elettricità da nucleare è legato al costo d’investimento per la progettazione e realizzazione delle centrali, che è almeno doppio di quanto ufficialmente dichiarato».






