Mentre i pescatori francesi del Mediterraneo hanno deciso di tornare al lavoro dopo tre settimane di sciopero, i camionisti francesi e spagnoli bloccano il confine tra i due paesi, nei Pirenei orientali, per protestare contro l’aumento dei prezzi del gasolio. Anche a Bordeaux circa 200 camion bloccano il traffico, mentre nel nord della Francia gli agricoltori manifestano. I pescatori hanno ripreso il lavoro, in attesa della riunione dei ministri europei della pesca, il 23 e 24 giugno. Si tratta solo di una tregua, quindi. Di fronte al dilagare delle proteste la multinazionale Total e i suoi benefici record sono finiti nel mirino dei politici. Sabato, Ségolène Royal, presidente della Regione Poitou-Charente, ha chiesto al governo di «prelevare i profitti di Total che sono un bene collettivo, in modo da investire l’80 per cento di questi profitti nelle energie rinnovabili» per prepare il dopo petrolio. Una proposta respinta dal sottosegretario ai trasporti Dominique Bussereau, che ha precisato che Royal «esagera, come sempre». Ma il portavoce del governo, Luc Chatel, ha proposto che Total finanzi l’aumento del premio alla cisterna di gasolio per le famiglie poco abbienti. A fine maggio Nicolas Sarkozy aveva annunciato che sarebbe passata da 150 a 200 euro. Total dovrebbe pagare tra 140 e 200 milioni di euro. Cosa già accaduta lo scorso gennaio quando il premio era passato da 75 a 150 euro. Questo pomeriggio la ministra dell’economia Christine Lagarde deve incontrare Christophe de Margerie, il presidente di Total, che vanta 159 miliardi di euro di benefici per il 2007.






