Vedremo se sarà cancellato del tutto o solo ridimensionato, comunque il devastante parcheggio sotto al Pincio, nel cuore di Roma, ha subìto una frenata importante. A determinarla è stato l’assessore comunale alla cultura, Umberto Croppi [Pdl], che questa mattina ha annunciato che il parcheggio non si farà. L’appalto è stato assegnato, i lavori sono iniziati, ma la giunta guidata da Gianni Alemanno sembra intenzionata a
rimettere in discussione il progetto, fortemente voluto dall’ex sindaco Walter Veltroni. I settecento posti auto previsti dallo sventramento della collina sotto alla terrazza del Pincio, che domina piazza del Popolo, nell’idea di Veltroni dovevano servire a liberare il centro dalle macchine.
Una follia contestata non solo dalla sezione romana di Italia Nostra, il cui presidente Carlo Ripa di Meana ha trovato una speciale sintonia con il centrodestra già in campagna elettorale, ma anche da Wwf, comitati, associazioni, urbanisti, personalità politiche e della cultura. In più, nel corso degli scavi sotto al Pincio, la soprintendenza ha rinvenuto resti archeologici, che sono oggetto di riconsiderazione: è prevista per oggi pomeriggio la riunione della soprintendenza con i responsabili del progetto. Questa del Pincio è l’unica buona notizia che possiamo trasmettere da Roma.






