«Se è vero, come qualcuno sostiene, che il 60 per cento del terreno è sterile, cioè privo di ritrovamenti archeologici, non verrà bloccato tutto il progetto». Lo ha dichiarato oggi il sindaco di Roma Gianni Alemanno, dopo un sopralluogo nel cantiere del parcheggio del Pincio, accanto a piazza del Popolo. Siamo alle solite: ieri l’assessore alla cultura del campidoglio, Umberto Croppi, aveva annunciato in pompa magna la cancellazione del devastante progetto sotto al Pincio, oggi arriva una prima frenata. E tutto è rimandato a una commissione «di cinque saggi di altissimo profilo», nominati dagli assessori alla cultura Croppi e alla mobilità Sergio Marchi, che entro un mese dovrà decidere il destino di una delle zone più belle di Roma e dei resti archeologici che ha custodito per secoli, compresa una villa romana. Saranno i saggi a dire se il parcheggio per 700 macchine «deve essere rivisto, bloccato e invece avere il totale e definitivo via libera».
Nel frattempo, ha disposto Alemanno, i lavori del cantiere del Pincio devono continuare: sicuramente saprà, il sindaco, che maggiore è lo stato di avanzamento dei lavori, più difficile diventa bloccarli.






