La definizione è sempre la stessa per ogni nuovo centro commerciale che si inaugura a Roma: «il più grande d’Europa». Così è stato anche per quello di Bufalotta, Porta di Roma, e quello di Lunghezza, periferia est della capitale. Di sicuro, i numeri e le dimensioni di Euroma 2, sulla via Pontina a due passi dal raccordo anulare, battezzato questa mattina davanti alla solita sfilata di autorità locali e cittadine, mettono i brividi: 240 negozi e 40 punti ristoro, inseriti in un complesso di cinque piani, di cui due interrati ed adibiti a parcheggio. Al suo interno ci saranno una catena Ipercoop, una banca, negozi di abbigliamento dai nomi famosi, come Zara, Nuvolari, Oysho, Bershka, Stradivarius. Non mancheranno anche punti vendita per la casa, l’elettronica, lo sport e la cura della persona. Ogni gestore ha dovuto passare una lunga selezione, per dimostrare di possedere garanzie di «affidabilità e di grande disponibilità economica». Per uno spazio di circa 100 metri quadrati, infatti, si può arrivare a pagare fino a 90 mila euro l’anno di affitto. La storia di Euroma 2 è segnata dalle polemiche e dalle battaglie dei residenti e delle associazioni ambientaliste che hanno cercato di limitare l’impatto ambientale di quello che definiscono un «Ecomostro».
Dopo il cantiere per l’abbattimento delle «torri» dell’Eur e la centralità urbana di Castellaccio, un altro colpo alla vivibilità della periferia sud della città.






