Il termodistruttore di Agnano e Dimas dà una mano al dl rifiuti

«L’inceneritore di Napoli si farà ad Agnano». E’ arrivato ieri l’annuncio del sindaco Iervolino che, al trentesimo giorno dalla data di pubblicazione del decreto legge sull’emergenza rifiuti, quindi sul filo di lana, ha scelto la periferia occidentale del capoluogo campano per piazzarci un «impianto di termodistruzione», com’è definito dallo stesso decreto.
E questa mattina i cittadini di Agnano sono scesi in piazza per manifestare contro la scelta del sindaco. Il luogo scelto si trova in via Scarfoglio ed è un ex spaccio della Nato non molto lontano da uno dei crateri vulcanici dei Campi Flegrei dove si trova la riserva Wwf degli Astroni. I cittadini hanno chiesto e poi ottenuto un incontro con il presidente della X municipalità di Fuorigrotta-Bagnoli, Giuseppe Balzamo [Pd] che ha convocato per oggi pomeriggio alle 17 un consiglio municipale urgente [via Acate 65]. La scelta, ha detto Balzamo, «distrugge il quartiere che è in attesa di rilancio e per il quale erano state fatte delle promesse e avviate iniziative. Ora sembra cambiato tutto e abbiamo il diritto di far sentire la nostra voce e reagire». Il tema all’ordine del giorno, discusso dai cittadini di Agnano, Bagnoli e Pozzuoli, dai comitati locali e dall’Assise di Palazzo Marigliano sarà: «Forme di lotta per contrastare la scelta di realizzare l’inceneritore ad Agnano». [Sarà possibile seguire la diretta del consiglio in streaming audio collegandosi al sito www.radiolina.info dalle ore 17 in poi].

E’ al lavoro il presidente della Commissione ambiente del Consiglio comunale di Napoli Carlo Migliaccio, i comitati civici di Chiaiano, il quartiere di Napoli dove sarà allestita una discarica da 700mila tonnellate all’interno di una cava, il sindaco di Marano Salvatore Perrotta e i tecnici incaricati di seguire i rilievi tecnici del sottosegretario Guido Bertolaso, che insieme stanno preparando un esposto per la «superprocura» di Napoli che avrà come primo firmatario l’onorevole Franco Barbato [Idv]. I tecnici poi, tra cui i geologi Franco Ortolani e Giovanni de’ Medici, il docente di trasporti Ennio Forte e l’urbanista Aldo Loris Rossi lamentano invece che il tavolo di confronto con la struttura del sottosegretario Bertolaso non c’è ancora stato e riaffermano le criticità del sito: pericolo colate di fango, pericolo distacco di prismi di tufo da 20 metri di spessore, pericolo inquinamento per una falda acquifera sottostante da un miliardo di metri cubi, pericolo inondazione in via Cupa del Cane, strada di accesso alla cava, nessuna analisi logistica e dei flussi di traffico.
Bertolaso e il governo «lottano contro il tempo» titolano i giornali. E i comitati e i cittadini dove li mettiamo? Anzi, «lottano contro il caldo», ormai arrivato. La solita scusa di ogni estate «normale» che però spinge a prendere soluzioni drastiche e sbagliate.
Una speranza c’era ma è andata in fumo questa mattina durante l’incontro tra il Commissario europeo all’ambiente Stravos Dimas e Bertolaso. I Comitati speravano che Dimas – che un anno fa ha aperto una procedura d’infrazione per emergenza rifiuti contro l’Italia che ora è stata deferita alla Corte europea di giustizia – bocciasse il decreto rifiuti «che rappresenta un attentato all’ambiente, alla salute dei cittadini, alla democrazia in quanto presenta degli elementi di incostituzionalità e di violazione di norme comunitarie», si legge in una lettera che il Comitato emergenza rifiuti ha inviato al Commissario. E invece Dimas loda Bertolaso, un uomo «all’altezza di compiti importanti anche di livello internazionale».

Il decreto è ancora in discussione alla Camera che lo licenzierà oggi. Di certo si sa che è stato confermato il via libera a un emendamento della commissione all’articolo 17 che prevede che le regioni per le quali è stato dichiarato lo Stato di emergenza, restituiscano parte dei soldi spesi per risolvere l’emergenza rifiuti. Ancora da sciogliere invece il nodo sui Cip6, in particolare sull’inceneritore di Salerno. Il dl passerà al Senato martedì 8 luglio, insieme all’esame del Dpef.

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