«Per domani abbiamo convocato una nuova assemblea sindacale alle 7 del mattino durante la quale, insieme agli operai del cantieri Enel per la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord, decideremo se proseguire lo sciopero o mettere in piedi ulteriori iniziative».
Questo è stato deciso dai sindacati al termine dell’assemblea convocata stamani fuori i cancelli del cantiere Enel, in concomitanza con lo sciopero di 8 ore proclamato per la morte di Ivan Ciffary, un operaio metalmeccanico caduto ieri da un’impalcatura. «Il gravissimo incidente avvenuto all’interno del cantiere Enel – spiegano i sindacati – va ad alimentare una lunghissima lista di morti bianche che ormai non fanno neanche più notizia. Da sempre lottiamo contro questo sistema pretendendo leggi e cultura per la salvaguardia della sicurezza sul lavoro, ma i risultati che ogni giorno vediamo sono tragicamente negativi. Siamo di fronte a un committente, l’Enel, che ha un unico obiettivo: avviare la centrale a carbone subito e a qualunque costo e che per questo dimentica di rispettare gli accordi sottoscritti». «Questa centrale – aggiungono i comitati – mal tollerata dalla cittadinanza, ha dato poco lavoro e pagato male: porterà solo disoccupazione, nell’assoluto silenzio e disinteresse delle istituzioni».






