Oggi pomeriggio, presso la Regione Lazio, è previsto l’incontro del tavolo convocato per sottoscrivere l’accordo quadro fra l’Enel e gli enti locali interessati dalle «ricadute» della centrale a carbone Torre Valdaliga nord a Civitavecchia. Sono state chiamate le Province di Roma e di Viterbo e alcuni comuni dell’alto Lazio per dire sì alle compensazioni offerte dall’Enel in cambio del silenzio sull’uso insensato del carbone. Non sono sicuramente questi i termini scritti nel testo dell’accordo ma, di fatto, si tratta dei 15 mila euro al comune di Tarquinia e dei circa 50 mila a quello di Civitavecchia: sarebbero queste alcune delle cifre messe sul piatto dall’ente elettrico, che i comuni avrebbero già accettato. Intanto, i No coke di Tarquinia hanno diffidato il sindaco dal concludere qualsivoglia trattativa sulle compensazioni, rigettate da delibere approvate dal consiglio comunale e
tuttora vigenti. In più, i No coke hanno denunciato alla procura l’Enel per corruzione. Cosa fanno le due Province, che hanno sempre espresso, anche con atti formali, la loro contrarietà al carbone? Sulla Regione la domanda neppure si pone: pare avere abdicato a ogni ruolo.






