Tir carichi di rifiuti tossici in Kosovo

Nella serata di mercoledì 2 luglio sono arrivati direttamente dal confine sud con la Macedonia tre tir con altrettanti container pieni di sostanze tossiche.
Dopo un breve peregrinare in territorio kosovaro, giunti non si sa bene da quale Paese e diretti in Macedonia, probabilmente solo per un primo transito, i tre containers sono ora depositati da giorni presso le strutture ormai dismesse dell’ex impianto di Trepca, nella località di Bajr, periferia sud di Mitrovica, dopo aver ricevuto il beneplacito delle autorità locali, così ha riportato il notiziario radio. I camion che trasportavano quelle che anche diversi cittadini hanno testimoniato essere sostanze tossiche hanno insospettito le autorità di controllo della dogana, tant’è che dopo un loro esame il materiale ispezionato ha causato malore a sei poliziotti subito dopo ricoverati in ospedale. Al momento la notizia è tenuta a bada e circola soltanto negli ambienti cittadini con il passaparola . Nulla trapela nei notiziari di Unmik nè in ambienti internazionali. Fino ad ora neanche la stampa e i networks televisivi locali hanno riportato alcuna notizia in merito. Anche il tg locale delle 19 [del 7 luglio] non ha toccato l’argomento.

Venerdì, durante la liturgia in moschea gli Imam hanno dato la notizia e cercato di coinvolgere tutti i fedeli a partecipare numerosi alla pacifica dimostrazione presso la sede del comune prevista per quel giorno. Il cattivo tempo e il non tempestivo messaggio ha fatto sì però che la marcia di protesta non riscuotesse grande partecipazione tra gli abitanti. Tutto è stato allora nuovamente spostato a oggi dove alle 9 in punto c’è stato un discreto rassemblamento nell’ex impianto di Trepca dove si trovano ancora i containers e per domani è stata convocata una manifestazione cittadina alle 14 in punto. A sentire Mensur, studente universitario, è impossibile vivere nella zona, ha sentito infatti che varie persone si sono sentite male è sono state trasportate all’ospedale di Pristina. La gravità di questo evento, proprio per tale motivo, è tenuta in stretto riserbo e le autorità comunali tacciono, ma intanto l’odore forte e penetrante ha sin da subito reso l’aria irrespirabile alle persone del luogo coinvolto. La drammaticità dell’evento sembra resa ancora più surreale dal silenzio generale dei rappresentanti politici locali, in primis del sindaco di Mitrovica, che rendono ancora più vani e improduttivi gli appelli alla mobilitazione che giungono dalla già debole struttura sociale. Si spera che la notizia giunga presto sotto i riflettori e qualche pesce grosso venga a galla.

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