L'accoglienza è di casa a Riace

«Noi non siamo mica qui a fare gazzosa», così diceva questa mattina Ignazio Cocco autore di un libro sulla difesa dell’acqua pubblica in Sardegna.
I proventi del libro andranno per un progetto di Recosol [rete dei Comuni solidali – www.comunisolidali.org]. Si tratta della costruzione di un pozzo in Niger a Kangourou Niamey.
Non fanno «gazzosa» neppure a Riace, piccolo comune di 1600 abitanti che passa da una emergenza all’altra. Nella notte fra martedì 8 e mercoledì 9 luglio un nuovo sbarco sulla spiaggia jonica fra Stignano e Riace [Reggio Calabria], stessa procedura, avvistate le imbarcazioni, guardia di finanza, capitaneria e Prefettura allertati. Nella notte svegliato il sindaco Domenico Lucano e gli operatori dell’associazione Città Futura abituati a farsi carico dei profughi.

Si potrebbe dire che ormai Riace può vantare una certa professionalità nell’accoglienza, ma il termine troppo arido non rende giustizia al carico umano che comporta. Ogni volta c’è stupore nella piccola comunità riacese, non ci si può abituare ad incontrare questa disperazione a incrociare gli sguardi di chi ringrazia per il soccorso, per una bottiglia di acqua. Sono più di cento, molte donne e una quindicina di bambini, sono kurdi iracheni e non potranno raggiungere i centri di Crotone e tanto meno quella di Isola di Capo Rizzato perché stracolmi.
Per adesso sono a Riace alla Casa del pellegrino, una struttura vicino al santuario dei santi Cosma e Damiano, santi medici, patroni di Riace e degli zingari. Difatti per la festa il 25-26 settembre arriveranno da tutta la regione per ringraziare delle grazie ricevute. La casa del pellegrino in quel caso servirà [sbarchi permettendo] ad accogliere le persone che arrivano per la festa. I nuovi arrivati stanno bene, come si può star bene avendo lasciato il proprio paese, parenti e abitudini, aver pagato una cifra enorme [quattro – cinquemila euro] e aver rischiato la vita sul barcone.

Questa mattina a Palazzo Pinnarò, sede dell’associazione Città Futura c’era solo Cosimina a rispondere al telefono, una delle operatrici abituate a risolvere situazioni, infatti teneva a bada i ragazzini del centro estivo. Ultimo servizio che si è inventato Domenico sindaco per i bambini eritrei, kurdi, palestinesi che vivono a Riace con il progetto dell’accoglienza rifugiati. «Sono tutti giù – dice Cosimina – Pina, Caterina, Domenico, Stefano, sono venuti a prendere qualche cosa da mangiare per i bambini, succhi di frutta, merendine cose che avevamo qui. Sono in piedi da stanotte da quando ci hanno chiamato».
Il pranzo è stato garantito dalla signora Nicolini che ha una pizzeria proprio vicino al santuario. Nella mattinata qualche contadino che ha saputo dell’arrivo ha portato cassette di pomodori. Sarà poco sarà niente, intanto mangiano, roba fresca. E si aspetta sul da farsi, Domenico sindaco ha dato la disponibilità ad accogliere le donne e i bambini nelle case di Città Futura, case utilizzate ora d’estate anche per il turismo.
Chi volesse prenotarsi può cercare sul sito www.cittafutura.it, il costo è di 16 euro a persona, per una casa a disposizione e tante storie raccontate dalle mura di questo piccolo paese solidale. Per la festa dei Santi Cosma e Damiano è tradizione che il prete e i vari rappresentanti della comunità si diano il cambio al microfono per chiedere una grazie.
Domenico solitamente è un poco imbarazzato ma questa volta fin da subito ha le idee chiare. Chiederà ai santi la grazia di cancellare il reato di immigrazione clandestina previsto nel pacchetto sicurezza del governo Berlusconi.

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