«Il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger [Mend] desidera trasmettere un forte avvertimento al primo ministro britannico Gordon Brown a proposito della sua recente dichiarazione che offre appoggio militare al governo illegale di Umaru Yar’Adua per continuare a opprimere gli impoveriti popoli del Delta del Niger. Per dimostrare la propria serietà, il Mend interromperà a partire dalla mezzanote di sabato 12 luglio, il cessate il fuoco unilaterale». Comincia così il comunicato con cui il Mend ha risposto alle parole di Brown. Dal G8 di Toyako, Brown ha offerto aiuto militare al governo nigeriano per combattere «l’illegalità» nella regione petrolifera del Delta del Niger e «riportare la Nigeria al livello di produzione di greggio che le spetta». Nessun dubbio, quindi, che si tratti di petrolio. Il Mend, che aveva dichiarato il cessate il fuoco lo scorso 24 giugno, spiega nel suo comunicato che il governo di Yar’Adua, rivolgendosi ai G8, ha «frodato la comunità internazionale» perché sostiene che la situazione di tensione nel Delta, da cui la Nigeria ricava il 98 per cento del suo petrolio e il 95 per cento del valore delle sue esportazioni, sia dovuta alla «criminalità». Invece, dice il Mend, «è stato accertato che a causare la tensione nel Delta sono più di cinque decenni di sfruttamento petrolifero che ha sviluppato altre parti della Nigeria a scapito dell’ambiente e dei popoli del Delta». Il Regno unito, scrivono i ribelli, «è parte del problema per le scelte politiche prima dell’indipendenza» e per questo hanno annunciato attacchi contro gli interessi britannici nella regione del Delta.






