Non si arrende il movimento No coke alto Lazio e continua la raccolta di firme per una petizione al parlamento europeo, promossa dalle popolazioni del comprensorio inquinato dalle centrali termoelettriche del polo energetico Civitavecchia–Montalto di Castro. La richiesta è che l’assemblea di Strasburgo domandi «al governo italiano di effettuare una nuova Valutazione di impatto ambientale e di riesaminare il decreto autorizzativo al fine di renderlo coerente con la normativa comunitaria che tutela le comunità locali da interventi rilevanti per la salute e l’ambiente».
Saranno gli stessi rappresentanti dei No coke a portare la petizione a Bruxelles, per illustrarla ai parlamentari eletti nel Lazio in un incontro previsto il 15 luglio, e poi presentarla il 16 alla commissione ambiente. E’ un ulteriore tentativo per fermare l’uso del carbone nella centrale Torre Valdaliga nord a Civitavecchia e non arrendersi allo strapotere dell’Enel, uscito vincente dall’accordo sottoscritto pochi giorni fa con Regione, Province di Roma e Viterbo e alcuni Comuni del comprensorio [non Cerveteri e Ladispoli]. La via della petizione è stata incoraggiata e sostenuta del capogruppo di Rifondazione al parlamento europeo, Roberto Musacchio, che aveva incontrato i No coke a metà giugno. Per firmarla: www.noalcarbone.blogspot.com






