Il sito nucleare francese di Tricastin, vicino Avignone, responsabile del riversamento accidentale di uranio in due fiumi, ha fatto sapere che chiuderà una parte della sua stazione di trattamento di effluenti uraniferi come richiesto dall’Autorità per la sicurezza nucleare [Asn]. «Prendiamo atto della decisione dell’Asn. Le sue decisioni ci sono imposte» afferma un portavoce della Socatri, la controllata della multinazionale francese Areva che gestisce il sito. «Faremo in modo che questi incidenti non si verifichino più». Nel sito nucleare di Tricastin, tra lunedì e martedì scorso si è verificato il riversamento accidentale in due fiumi di trentamila litri di soluzione contenente 12 grammi di uranio per litro. Il liquido radioattivo è finito sul terreno, poi in una canale adiacente e infine nei due fiumi La Gaffiere et L’Auzon. Erano subito state prese misure di sicurezza, come il divieto di attingere acqua ai pozzi, divieto di balneazione e pesca nei corsi d’acqua inquinati, nonché di consumo del pescato.
Intanto sempre oggi un incendio ha distrutto il tetto di una turbina dell’impianto nucleare di Ringhals, in Svezia. Intervento immediato dei servizi di sicurezza che hanno assicurato, come da copione, che la situazione è sotto controllo. L’impianto di Ringhals, nel sudovest della Svezia, è di proprietà della Vattenfall con una partecipazione della tedesca E.On.
Sabato 12 luglio a Parigi è prevista una manifestazione europea contro il nucleare promossa dalla rete Uscire dal nucleare, alla vigilia dell’incontro tra il presidente francese, nonché presidente di turno dell’Ue, e decine di capi di stato europei e mediterranei. L’appuntamento è alle 14, place de la République.






