Il filo spinato chiude gli accessi che da via comunale Casa Putana vanno verso le cave della selva di Chaiano. Duecento militari e 45 mezzi tra ruspe e jeep circondano da ieri all’alba l’area intorno al Parco delle colline.
Il decreto rifiuti approvato ieri dal Senato [con l’astensione del Partito democratico come aveva già annunciato Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella Commissione ambiente] spiega che l’esercito avrà un ruolo di «sorveglianza» della cava [ora area di rilevanza strategica nazionale], come sta già avvenendo ad Acerra, Sant’Arcangelo e Savignano Irpino. Per ora i soldati fanno parte del 21° reggimento genio guastatori di Caserta e del primo reggimento bersaglieri di Cosenza, ma ne arriveranno altri che con la guardia forestale presidieranno 24 ore su 24 tutta la selva.
«Appare ormai chiaro che la strategia in atto, che accompagna tutti i governi e tutte le formazioni politiche sia quella di affossare definitivamente il territorio a Nord di Napoli per chissà quali interessi. Insomma, vogliono la nostra morte – ha commentato il sindaco di Marano Salvatore Perrotta – Per prendere possesso di una sola cava hanno militarizzato l’intera selva di Chiaiano e di fatto l’intero bosco del Parco delle colline non è più accessibile liberamente».
Prima di aprire la discarica, a ottobre, si procederà con la bonifica e la messa in sicurezza – i lavori dureranno venti giorni – come ha detto Marcello Fiori, responsabile del coordinamento delle strutture del sottosegretario Guido Bertolaso. Le relazioni dei geologi nominati dai Comitati e dal comune di Marano hanno evidenziato la non idoneità geologica, idrogeologica, geotecnica ed ambientale dell’area. Ma non sono servite a nulla. Si va avanti comunque.
Del resto «l’emergenza a Napoli finirà ancor prima del 23 luglio», ha promesso Berlusconi dal G8 di Toyako. Sarà per questo che questa mattina sono stati riaperti i cancelli della discarica di Macchia Soprana a Serre [Salerno], chiusa lo scorso 25 giugno dopo l’ordinanza di Bertolaso per il rischio frana. Palmiro Cornetta, sindaco di Serre, si è detto perplesso. «E’ una decisione che appare incoerente rispetto a quella assunta nel giugno scorso dal sottosegretario. E’ incoerente allarmare una cittadinanza sui rischi della discarica e poi riaprirla senza che, in questi giorni, sia stato effettuato alcun lavoro di adeguamento. Lo status della discarica è lo stesso del 25 giugno scorso», ha detto Cornetta che ha anche chiesto una audizione al Senato.
E dopo la terza «Soft walking» di ieri, la camminata lenta messa in piedi dai cittadini di Napoli che ha paralizzato parte del traffico cittadino, domani sarà la volta della manifestazione organizzata dai Comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano. «La scelta di una discarica nell’unico polmone verde della metropoli, in un’area densamente abitata e piena di ospedali, è una follia. Le stesse parole con cui Bertolaso ha decretato ’l’idoneità’ della cava si autosmentiscono: bisogna bonificarla [e quindi vuol dire che è inquinata], cementificare le pareti [perché sono a rischio crollo], mettere argilla sul suolo [che è poroso], risolvere il piano dei trasporti che è un rebus», fanno sapere i Comitati.
Sabato si parte alle 17,30 dalla metro di Chiaiano. «Chiediamo a tutti di scendere in piazza per dimostrare ancora una volta la forza della partecipazione contro la militarizzazione della democrazia», dicono i Comitati.
Questa sera alle 20,30 alla sala consiliare di Qualiano si terrà un convegno sulla bonifica dei territori e in particolare di cava Riconta di Villaricca. Qui, come ha denunciato l’Associazione trasparenza per Villaricca al sindaco Raffaele Topo – «ci sono quintali di amianto scaricato su tutto il territorio, pozzi inquinati da salmonella e arsenico».
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