I cavalieri del nucleare

Ben quattro incidenti si sono verificati nelle ultime due settimana nelle centrali nucleari francesi . L’ultimo, in ordine cronologico, è stato quello alla centrale nucleare di Tricastin dove un centinaio di operai sono stati «leggermente contaminati» dalla fuoriuscita di radio-elementi da una tubatura durante un’operazione di manutenzione. In Italia Scajola minimizza, l’allarme è superato, le persone contaminate ma non corrono alcun pericolo: si è solo trattato di una fuoriuscita di liquidi subito arginata e, soprattutto, «su questi episodi mi pare ci sia stata un’enfatizzazione eccessiva», dice. A dargli manforte il presidente dell’Enel, Piero Gnudi, «Piccoli incidenti sono sempre successi. Soltanto che da noi, avendo lasciato il nucleare, non avevano avuto evidenza sulla stampa. Sono incidenti assolutamente irrilevanti». E Berlusconi rilancia: «Ci sono paesi disponibili a costruire nuove centrali nucleari con finanziamenti italiani». Dove non è dato sapere.

I gendarmi dell’ufficio centrale della Sanità pubblica francese, che curano i casi di danni ambientali, invece non minimizzano affatto e da questa mattina hanno effettuato una perquisizione presso la impianto della Socatri, filiale di Areva, da cui dipende la stazione di trivallemento di Tricastin, uno dei siti teatro degli incidenti. Grennpeace France attacca: «Quindici giorni dopo la fuga radioattiva della filiale d’Areva, Socatri, a Tricastin, seguita da quella di un’altra filiale, Fbfc, a Romans-sur-Isère, è il turno delle installazioni Edf di mostrare le incurie dell’industria nucleare francese 15 persone sono state contaminate il 18 luglio nella centrale di Saint-Alban, e il 23 luglio c’è stata la contaminazione di massa di 100 lavoratori nella centrale Edf di Tricastin. Considerati come ‘anomalie’ o semplici ‘scartamenti’, tutti questi incidenti mettono in luce la pericolosità di una tecnologia mal concepita. Davanti ad una tale constatazione, Greenpeace chiede che venga tenuto un vasto dibattito sul nucleare, ma anche la sospensione del programma Epr [(European Pressured Reactor ndr]». Secondo la Criirad poi, la Commissione di ricerca indipendente sui livelli di radioattività, l’ottimismo dei dirigenti dell’Edf, che hanno parlato di «contaminazione leggera» è tutt’altro che giustificato. «Questo tipo di contaminazione è un problema ricorrente, quello che ci preoccupa è che in un così breve lasso di tempo sia capitato ad un considerevole numero di persone» ha detto alla Bbc la direttrice della Commissione, Corinne Castanier, secondo la quale uno dei motivi dell’aumento dei casi di problemi tecnici potrebbe essere quello di un peggioramento delle condizioni di lavoro all’interno delle centrali.

Non solo in Francia. Negli ultimi mesi «incidenti» si sono susseguiti in diversi paesi. Con frequenza. Il 4 giugno a Krsko, in Slovenia. Nonostante questo si sta pensanso ad un suo raddoppio, come nei giorni scorsi ha anticipato il presidente del Friuli Renzo Tondo, noto «nuclearista convinto». Dopo la Slovenia l’11 luglio è la volta dell’ Ucraina dove, dopo l’ennesimo allarme nucleare in seguito alla fuoriuscita di acqua radioattiva, è stato spento il reattore della centrale di Rovno. Rovno e la centrale di Khmelnitsky sono nate dopo lo spaventoso disastro di Chernobyl del 1986, e soddisfano oltre la metà del fabbisogno elettrico del paese infatti. Ieri l’ennesimo allarme, a Rovno, dove un reattore è stato fermato dalle procedure automatiche d’emergenza.

Anche in governo britannico cavalca la chimera del nucleare cercando addirittura di bloccare le nuove normative europee che sostengono lo sviluppo di fonti di energia alternative, come denuncia oggi il quotidiano britannico Guardian. Del resto giorni aveva sostenuto con forza che l’opzione nucleare è «a basso contenuto di carbonio, economica, provata, sicura e capace di ridurre la dipendenza dall’estero».
Il 4 febbraio un incendio si è sviluppato nelle centrale nucleare tedesca di Kruemmel vicino Amburgo, ferma dal giugno 2007, pare senza fughe radioattive. Succede in Germania, che punta a raggiungere il 30 per cento di energie rinnovabili entro il 2030, contro l’attuale 14. Per quell’anno 2mila nuove turbine eoliche – tutte offshore nel Mar del Nord e nel Baltico – produrranno 25 mila megawatt. La Germania infatti vorrebbe chiudere i suoi 17 impianti nucleari entro il 2010 secondo la scelta presa dal precedente governo guidato da Gerhard Schroeder [SPD]. L’attuale governo, basato su una coalizione tra conservatori [CDU] e progressisti [SPD], è guidato dal cancelliere tedesco Angela Merkel che sostiene che la rinuncia al nucleare potrebbe compromettere lo sforzo della Germania di liberarsi dalla dipendenza dal petrolio.

Francia, Gran Bretagna e Italia, i «paladini del nucleare», hanno lanciano anche una sfida ulteriore dal G8 giapponese: quella di costruire oltre mille centrali nucleari nel mondo.

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