E’ diventata ormai una questione nazionale la realizzazione del parcheggio del Pincio a Roma, fortemente voluta dall’ex sindaco Walter Veltroni, che ancora oggi rivendica la necessità di realizzarlo. Per togliere 700 auto dalla strada, ripete Walter Veltroni, e in questo modo rendere pedonale e vivibile le vie del centro storico intorno a piazza del Popolo.
Non è da escludere che la pervicace ottusità di Veltroni nel difendere una tale operazione abbia contribuito a far maturare nell’attuale sindaco, Gianni Alemanno, la convinzione che invece il parcheggio non va fatto. Un’occasione d’oro per dare quel segno di discontinuità che il primo cittadino dice di voler perseguire e che predica da ogni dove, persino dalla basilica della Natività a Nazaret.
E’ da lì che ha fatto sapere di aver maturato la sua convinzione: il parking è un’opera troppo grande e impattante, che ipoteca anche il futuro dell’area e quindi non va fatto. Ma la sua è solo un’opinione perché, ha detto Alemanno, la decisione verrà presa l’11 settembre dall’intera giunta comunale, previo parere della soprintendenza. In mancanza di questo, il campidoglio non ha gli strumenti amministrativi per bloccare i lavori, a meno di pagare sanzioni. Per questo il sindaco ha chiesto alla soprintendenza di «rivedere» il parere.






