Può una grande azienda «comprarsi» un’intera giunta comunale?
Certamente, basta guardare cosa è successo sabato scorso a Falconara durante un’assise consiliare convocata improvvisamente, nel mancato rispetto delle regole istituzionali. All’ordine del giorno la ratifica dell’accordo tra la nuova giunta di centrodestra e i vertici della raffineria Api. Obiettivo: dare il via libera a due nuove centrali elettriche [520 e 60 mw] in un territorio già massacrato da piccoli e grandi «mostri dello sviluppo», in primis la stessa raffineria. In questo modo il sindaco Brandoni e i suoi assessori hanno azzerato anni di tensioni e contenziosi con la raffineria, un conflitto che aveva portato le precedenti giunte di centrosinistra a chiedere milioni di euro per i danni [anche tragici] provocati periodicamente dall’Api, stringendo i tempi per un matrimonio in piena regola.
In cambio dell’ok per i due nuovi insediamenti il Comune riceverà in dote tre milioni di euro, che potrebbero diventare quasi nove, se la Regione decidesse di modificare il Pear [Piano Energetico Ambientale regionale] e dare l’assenso per la due centrali. Già perché in realtà la decisione presa sabato è, per ora, solo virtuale. Infatti la legislazione nazionale prevede che debba essere il governo regionale a dare il parere decisivo, e la giunta regionale ha già fatto sapere che è contraria al progetto. Ma è bene ricordare che quattro anni fa sempre uno schieramento di centrosinistra decise di rinnovare per altri venti anni la concessione all’Api, tra lo sconcerto e le forti critiche di tanti cittadini e dei movimenti marchigiani. Quindi fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, anche perché da tempo è in atto un’offensiva di Confindustria Marche per modificare il Pear e in Regione c’è chi ha dimostrato di non essere insensibile ai messaggi della sirena imprenditoriale. Inoltre il governo Berlusconi sta facendo di tutto per modificare l’articolo 5 della legislazione nazionale che assegna, appunto, all’ente regionale un ruolo decisivo in materia. Alla faccia del federalismo!
Sarà forse anche per questo che sabato decine e decine di cittadini, tra i quali numerosi rappresentanti di gruppi, associazioni, alcune delle quali dentro la rete del Cantiere «Altremarche», hanno gremito l’aula e contestato duramente i lavori del consiglio che ha dovuto interrompere più volte i lavori, prima di arrivare alla sciagurata decisione.
La quale però dovrà fare i conti con un’ampia e forte mobilitazione che si annuncia decisa: domenica 28 si terrà un’assemblea pubblica che aprirà questa nuova vertenza con l’Api.
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