Nei cassonetti di Roma e provincia vengono gettati anche gli animali: da sette piccoli di piccione, tutti insieme in una scatola, trovati dentro un cassonetto a Fregene, a una cavia peruviana di un mese lasciata con tutta la sua gabbia a fianco di un altro cassonetto a Roma. Una pratica, quella dell’abbandono degli animali, che conosce il picco massimo durante l’estate, secondo la denuncia dell’Associazione recupero fauna [Arf]. «Si parla molto di cani abbandonati – dice l’Arf – si sa molto meno di tutti gli altri animali comunemente venduti e poi, altrettanto allegramente, abbandonati prima dell’estate. Sono conigli, cavie, serpenti, iguane e tartarughe palustri a centinaia, perché centinaia sono quelle che si vendono».
Nel caso di specie esotiche, alla preoccupazione per l’animale si aggiunge quella per le conseguenze sulle specie nostrane, spesso perdenti nella competizione che si instaura. Preoccupazioni rappresentate dai guardiaparco che hanno incontrato i volontari dell’Arf dopo il ritrovamento di una tartaruga di due chilogrammi in un’area protetta: «Se iniziano a gettare questi animali anche qui, addio fauna autoctona».
L’appello lanciato dall’Arf è di non abbandonare gli animali, ma ancor più di pensarci bene prima di acquistarli. Non sono oggetti e hanno bisogno di cure.






