Nei giorni scorsi, decine di gabbiani e germani reali [ormai privi di vita] sono stati prima avvistati e poi recuperati dai guardiaparco della zona. Non si conoscono ancora le causa del decesso di così tanti esemplari ed è per questo che, in seguito al ritrovamento, l’ente parco dei Castelli Romani ha organizzato un gruppo di lavoro costituito dai guardiaparco e dai rappresentanti dell’Ufficio tutela ambientale del parco, dall’Istituto zooprofilattico delle Regioni Lazio e Toscana, dal Servizio veterinario della Asl Roma H e dalla polizia provinciale del distaccamento di Colleferro, che ha messo a disposizione un gommone per le rilevazioni in acqua.
Nel corso dell’operazione, che si è svolta in condizioni particolarmente difficoltose visto lo spesso strato di fanghiglia che separa l’acqua dalla terra ferma, sono stati prelevati campioni di acqua e larve presenti su alcuni animali già in avanzato stato di decomposizione. Tutti i campioni saranno analizzati dall’Istituto zooprofilattico e nel giro di pochi giorni si conosceranno le cause della morte degli animali. «A breve – commenta il presidente del parco, Gianluigi Peduto – sapremo qualcosa di più preciso sulla situazione. Vorremmo evitare allarmismi senza prima aver verificato i dati scientifici».






