I sindaci irpini con le fasce tricolore e i gonfaloni di 58 comuni dell’avellinese e moltissimi cittadini questa mattina hanno formato una catena umana che, mano nella mano, ha circondato l’area di Pero Spaccone, sull’altopiano di Formicoso, nel territorio del comune di Andretta.
E’ qui che il governo ha individuato un’area dove sarà realizzata una discarica di rifiuti – la terza in Irpinia, la decima del decreto legge sui rifiuti – da un milione di metri cubi. Per iniziare il governo ha mandato l’esercito a sorvegliare i terreni e non ha nessuna intenzione di togliere il filo spinato, di smilitarizzare il sito.
Ieri lo ha ribadito da Napoli Berlusconi aggiungendo che la protesta dei sindaci – che si erano incatenati davanti a palazzo Chigi e che successivamente sono stati ricevuti dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta – «inutile perché non ha ragione di essere».
Seimila persone – che hanno invitato i sindaci a dimettersi nel caso che la discarica venga realizzata – hanno hanno marciato dalle 9,30 al primo pomeriggio per tre chilometri. Con loro anche Vinicio Capossela, nativo di Andretta, uno dei paesi interessati dall’immenso immondezzaio, che il 18 luglio scorso aveva tenuto un concerto proprio a Pero Spaccone a sostegno del fronte del movimento «Nessuno tocchi il Formicoso». Alla giornata hanno aderito le organizzazioni sindacali provinciali, gli istituti scolastici dell’Alta Irpinia, il PD, i circoli di Rifondazione, i movimenti ambientalisti di Ariano Irpino e della Valle del Sabato.
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