L’impatto economico globale della deforestazione supera, e di molto, quello dell’attuale crisi finanziaria. Lo ha rilevato un rapporto diffuso oggi sotto l’ombrello del progetto Teeb [The economic of ecosystems and biodiversity] lanciato lo scorso anno durante la presidenza di turno tedesca dell’Unione europea. La Commissione europea aveva allora finanziato uno studio, condotto da un economista della Deutsche bank, sull’impatto economico della deforestazione. Secondo le conclusioni del rapporto, coordinato da Pavan Sukhdev, la distruzione delle foreste del pianeta costa all’economia tra i 2 e i 5 miliardi di dollari l’anno. Ben più dei circa 1400 milioni di dollari bruciati dalle borse mondiali in questi ultimi mesi di crisi finanziaria. Il calcolo è stato fatto tenendo presente diversi fattori e in particolare attribuendo un valore monetario ai «servizi» garantiti dalle foreste: contenimento delle emissioni di CO2, produzione di acqua dolce, contenimento dell’erosione dei suoli. Secondo Sukhdev, la riduzione stabile della superficie forestale mondiale potrebbe pesare, nei prossimi anni, per il 7 per cento del pil mondiale, rallentando di fatto anche l’uscita dalla crisi finanziaria. Nei prossimi mesi il progetto Teeb prevede altre valutazioni economiche simili per altri «assets» degli ecosistemi terrestri.
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