La Calabria tra rifiuti tossici e infiltrazioni mafiose

Continua l’inchiesta sui rifiuti tossici utilizzati a Crotone per la costruzione di vari stabili, tra cui alcune scuole. Questo è infatti un disastro ambientale che riguarda soprattutto i bambini che per anni hanno frequentato scuole costruite con cemento e scorie avvelenate. E oggi Legambiente e Wwf ribadiscono che già nel 2004 avevano rilevato una presenza di arsenico di quasi tre volte superiore al limite nel mare di Crotone. Secondo Loiero, presidente della Regione, «lo Stato e l’Eni avrebbero dovuto realizzare la bonifica, perché quell’area è stata riconosciuta sito nazionale da disinquinare e perché in Calabria da un decennio c’è un Commissario per l’emergenza ambientale nominato dal Governo» e assicura che «entro due mesi, avremo i primi dati sull’eventuale contaminazione alimentare provocata dai rifiuti pericolosi».
Questa notte poi Giorgio Dal Torrione, Rosario Schiavone e Carlo Martelli, i primi due amministratori del comune di Gioia Tauro [sciolto due volte, nel 1991 e lo scorso 22 aprile per infiltrazioni mafiose] e il terzo sindaco del comune di Rosarno, sono stati arrestati dalla squadra mobile di Reggio Calabria con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un’operazione condotta contro la cosca Piromalli, egemone nella piana di Gioia Tauro.

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