Al porto di Civitavecchia [Roma] è arrivata giorni fa la prima nave con ottomila tonnellate di carbone, destinate alla centrale Enel Torre
Valdaliga nord, trasportate abusivamente e con una procedura non autorizzata. La notizia viene divulgata dal movimento No coke, che
denuncia altri fatti addirittura più gravi. «L’Enel Spa conferma l’utilizzo del più conveniente carbone sporco e cancella l’impegno a
ridurre del 30 per cento le emissioni inquinanti – dicono i No coke – Intanto, restano in colpevole silenzio i sindaci di Civitavecchia,
Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Santa Marinella. Da quando hanno partecipato al tavolo di trattativa organizzato dalla Regione Lazio sul
tema delle compensazioni in denaro da parte di Enel, i sindaci hanno smesso di preoccuparsi dello stato sanitario e ambientale dei propri territori».
Non sono fantasie del movimento ma dichiarazioni scritte, messe nero su bianco nei documenti inviati dall’Enel al ministero dell’ambiente, che aveva chiesto ulteriori integrazioni per il rilascio dell’Aia [Autorizzazione integrata ambientale] alla centrale. Ma i No
coke sanno di non poter contare per nulla sulla struttura che deve rilasciare l’Aia: la ministra dell’ambiente, Stefania Prestigiacono, ha
azzerato in questi giorni la vecchia commissione e, fra i nuovi commissari, ha nominato proprio una dirigente dell’Enel.






