Aprilia in ostaggio

Nella notte tra lunedì e martedì poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale – mancavano solo i paracadutisti – hanno sgomberato il presidio di Aprilia, trascinando via con la forza i cittadini. E’ un segnale molto preoccupante. Valsusini, vicentini e così via sono avvisati.
Ma ad Aprilia qualche conto non torna. Domenica scorsa, il giorno prima dello sgombero, il Messaggero, il principale quotidiano del Lazio, esibiva un sorprendente titolo in prima pagina: «Aprilia, saccheggio del territorio». Due intere pagine raccontavano come «un gigante della finanza che strizza l’occhio alla politica», il detentore della tessera numero 1 del Partito democratico, ossia De Benedetti, padrone di Sorgenia, sia riuscito ad ottenente – grazie ai favori del centrosinistra nazionale, finché è durato il governo Prodi, e regionale – i permessi per costruire una «maxicentrale inutile e dannosa»: una centrale turbogas da 400 milioni di euro e da 750 Megawatt, in un’area già affollata di impianti pericolosi e abitata da decine di migliaia di persone. Perciò i cittadini di Aprilia si sono ribellati in ogni modo, fino ad occupare Campo di Carne, il terreno acquistato da Sorgenia per costruirvi la centrale.
Già, ma il Messaggero appartiene a Caltagirone, mega-costruttore edilizio e non solo. Perché d’improvviso il suo giornale spara in prima pagina quel che i cittadini di Aprilia dicono da anni? Forse perché la centrale è il primo passo di una grande speculazione edilizia, che Caltagirone vuole ostacolare? Quel che è certo è che Aprilia è ostaggio di una guerra tra imprese giganti. E per il momento a vincere è De Benedetti, che riesce a scagliare le truppe dello «sviluppo» su chi si oppone al saccheggio. Forse perché i suoi complici non sono solo nel centrosinistra.

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