Il costo del ponte sullo stretto di Messina sarebbe pari a quello di mille treni per i pendolari. Ad affermarlo è Legambiente secondo cui, il numero di persone che sceglie di spostarsi con il treno negli ultimi due decenni è in costante crescita, ma non ci sono investimenti. Nella sola finanziaria 2009 «mancano all’appello oltre 400 milioni di euro per garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio di linee frequentate da migliaia di persone al giorno», dice l’organizzazione.
Di fronte ai circa 14 milioni di italiani che scelgono il treno le priorità infrastrutturali andrebbero «prima ad autostrade e alta velocità. E sia lo Stato che le Regioni preferiscono investire sulla strada a danno delle ferrovie: dal 2002 al 2008 infatti i finanziamenti da parte dei governi che si sono succeduti ha premiato per oltre il 70 per cento il trasporto su gomma»
Legambiente denuncia anche il degrado in cui si trova il servizio ferroviario pendolare. «Alle carrozze vecchie e sovraffollate, ai ritardi e ai disagi che spesso caratterizzano il viaggio in treno dei pendolari si aggiunge ora il rischio concreto di veder tagliare diverse linee. Manca perfino il nuovo orario, quello che dovrebbe entrare in vigore il 14 dicembre e che per la prima volta Trenitalia non ha stampato perché tuttora non in grado di stabilire quali e quanti mezzi ci saranno a disposizione».






