Si sono presentati puntuali anche questa mattina i cittadini di Aprilia, il giorno dopo lo sgombero del presidio di Campo di Carne, dove dovrebbe
sorgere la centrale di Sorgenia [De Benedetti]. Dopo la notte in bianco dell’altro giorno, lagiornata dei No turbogas ieri era stata piena: presidio fino alle tre del pomeriggio, poi la conferenza stampa e fino a sera tarda l’assemblea con centinaia di persone. Questa mattina era la volta dei sindaci, cinti delle fasce tricolori, di chiedere di poter compiere un sopralluogo al sito: si sono presentati solo il sindaco di Aprilia e quello di Nettuno. Davanti ai cancelli, decine di poliziotti e un centinaio di cittadini. A noi «istituzionali» permettono infine di visitare il sito e scopriamo così che durante la notte gli operai della ditta assoldata da Sorgenia hanno scavato un gigantesco perimetro intorno alla recinzione.
Sorgenia si giustifica dicendo che era sembrata una buona idea, scavare una trincea per impedire ai «manifestanti» di scavalcare la rete, ma l’imponente fossato, lungo in tutto 250 metri per tre di profondità, pare più che altro una prova tecnica di fondamenta della turbogas. Del tutto illegale. Ed ecco perché il sindaco di Aprilia avrebbe avuto buon gioco a porre i sigilli, come i No turbogas chiedevano: non lo ha fatto, preferendo la via più morbida di non bloccare lavori e inviare la richiesta di sospensione alla procura della repubblica. Ora si aspetta il consiglio straordinario per capire le intenzioni del primo cittadino, dopo aver intuito quelle degli interessi «forti», ben rappresentati dalla [tardiva] battaglia del Messaggero di Caltagirone contro la turbogas e dal fragoroso silenzio della Repubblica di oggi.
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