Malattie e morti sospette sono al centro di un ulteriore filone di indagine, aperto dalla procura di Roma sull’area di Malagrotta [Roma],
per reati che arrivano all’omicidio colposo. «Abbiamo chiesto ripetutamente alle autorità regionali, comunali e provinciali di favorire l’avvio di un’indagine approfondita e un monitoraggio sistematico delle patologie tumorali e respiratorie a Malagrotta e nella valle Galeria. Ma niente è stato fatto – dice il comitato Malagrotta – Casi recenti di morti sospette, fra cui quella tuttora non diagnosticata
del nostro amatissimo amico e collega Gerardo Ferrante, presidente del comitato di cittadini Pisana 64, testimoniano l’urgenza assoluta di un lavoro di ricerca epidemiologica sulla popolazione di questa zona, esposta all’impatto pluridecennale di molteplici fonti di inquinamento».
Di fronte all’inerzia delle istituzioni, i cittadini si sono organizzati autonomamente e, per esempio, hanno misurato le Pm10 nell’aria,
risultate costantemente ben al di sopra dei livelli consentiti. Ma l’area di Malagrotta, purtroppo, soffre di un problema aggiuntivo che
attiene all’inversione termica: vuol dire che c’è scarso scambio fra gli strati inferiori e superiori dell’aria, per cui gli inquinanti non si
disperdono, ma si concentrano e permangono più a lungo.






