Domande retoriche su Aprilia

Una centrale elettrica turbogas inutile, nociva e dalla legittimità molto dubbia, i cittadini che si oppongono e alla fine l’invasione di poliziotti e carabinieri a tutela del «democratico» De Benedetti. Quella della centrale di Aprilia, in provincia di Latina, è davvero una storia esemplare di affari tossici. A questi temi sono dedicati nel nuovo numero di Carta in edicola da oggi, venerdì 28 novembre, un ampio servizio e la copertina con il titolo «L’energia insensibile».
http://www.carta.org/rivista/settimanale

La settimana scorsa, alle 3 di una notte buia e tempestosa, plotoni di poliziotti, carabinieri, guardie di finanza e membri del Corpo forestale dello Stato hanno espugnato il presidio dei cittadini di Aprilia [Latina]. Non si tratta di un bunker, ma di un vecchio casolare abbandonato che da molto tempo era tornato a vivere, grazie al lavoro volontario della gente del posto, nel bel mezzo del terreno acquistato da Sorgenia [De Benedetti] per costruirvi una grossa centrale elettrica cosiddetta turbogas, che cioè brucia combustile fossile.
La popolazione di Aprilia si oppone a questa centrale sulla base di svariati argomenti: la turbogas è nociva; insiste su un territorio già gravato da altre industrie inquinanti; un’altra centrale simile la si vuole costruire a Pontinia, pochi chilometri da lì; il Lazio, dicono documenti della Regione, non ha alcun bisogno di più energia; eccetera.

Ma la storia della centrale di Aprilia è più complessa che non un semplice conflitto locale: ovvero, tutti i conflitti in principio sono locali, ma poi investono questioni molto generali, appunto. Sulla questione insomma ci si potrebbero porre molte domande retoriche [sono le domande che già contengono in sé la risposta]. Ad esempio.
Come mai il presidente della Regione Lazio, Marrazzo, in campagna elettorale diceva di essere contrario alla centrale di Aprilia, salvo poi autorizzarla? Domanda connessa: come mai l’Espresso, settimanale di proprietà di De Benedetti [Sorgenia] ha condotto una campagna contro Marrazzo sulla sanità laziale [De Benedetti ha interessi anche nel settore], ma accusandolo infine di immobilismo, ad esempio sull’energia, quando l’autorizzazione per Aprilia tardava ad arrivare?
Come mai il governo Prodi, su iniziativa del ministro dello sviluppo Bersani, approvò un certo marchingegno legislativo che di fatto annullava una sentenza della magistratura favorevole ai cittadini di Aprilia?
E’ giusto evitare di essere fuori legge usando il metodo di far cambiare la legge ai propri amici del governo?
Come mai il precedente presidente della Regione, il camerata Storace, si vanta di conoscere benissimo casa De Benedetti, avendovi pranzato due volte, su invito dell’Ingegnere, per ascoltare la sua richiesta di autorizzare la centrale di Aprilia?
E ancora: per quale ragione il Messaggero, quotidiano non di estrema sinistra, uscì con un titolo in prima e due intere pagine, raccontando nel dettaglio la «devastazione» di Aprilia che la centrale comporterebbe nonché i disinvolti metodi di De Benedetti, proprio due giorni prima del dispiegamento delle truppe del Pil [o dello «sviluppo»] contro i cittadini di Aprilia?
Forse si tratta di una guerra tra Caltagirone [proprietario del Messaggero e super-palazzinaro che sta cercando di mettere una mano anche nel business dell’energia] e De Benedetti [proprietario di Repubblica, giornale che il giorno dopo lo sgombero di Aprilia non pubblicò nemmeno una riga], guerra in cui i cittadini-lettori fanno la parte degli ostaggi, o dei fessi?
Si può continuare: perché lo sgombero, motivato con l’improvvisa «pericolosità» del casolare-presidio, e autorizzato grazie al decreto «sbloccacentrali» firmato da un altro ministro di un altro governo, Marzano, non è stato nemmeno comunicato al comune di Aprilia? Perché a fare i lavori di scasso sul terreno in questione, tra cui un fossato circolare che, come nei castelli medievali, vorrebbe impedire ai cittadini di rimettere piede nella zona, è stata chiamata da Sorgenia una ditta pugliese-lucana in cui risulta avere interessi Nicola La Torre, autore in tv del famoso «pizzino» sbloccabocchino e dignitario dalemiano del sud?
Forse c’entra la tessera del Pd solennemente consegnata all’Ing. De Benedetti? In generale, che senso ha che nessun governo, né di centrosinistra né di centrodestra, abbia avviato in Italia una politica sulle fonti rinnovabili simile a quella che in Germania ha creato in pochi anni 200 mila posti di lavoro, oltre a meno emissioni di gas serra [la Germania è sotto i parametri di Kyoto, l’Italia sfora di molto e ora contesta la normativa europea in proposito], più esportazioni, ecc., e invece si punta su ennesime centrali e sui famosi e numerosi rigassificatori [di gas trasportato liquido via mare], cioè ancora sulle fonti fossili?
L’avevo detto, sono domande retoriche. La risposta è implicita, molto semplice e bipartisan: affari.

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