Oggi e domani Urbino ospita la settima conferenza della Rete delle Regioni europee Ogm-free e la Regione Marche presenta una delibera che la Coldiretti bolla come inspiegabile suicidio e cavallo di Troia per l’introduzione degli Ogm [organismi geneticamente modificati] in agricoltura in Italia. L’incredibile decisione della Regione Marche prevede che gli agricoltori sottoscrivano un patto volontario per non coltivare Ogm e, sostiene la Regione, difendere così le coltivazioni biologiche. Una decisione che, secondo l’amministrazione, dovrebbe rafforzare la scelta di un territorio libero da ogm. Non la pensa così la più grande organizzazione italiana degli agricoltori, che sostiene esattamente il contrario. «In assenza di un quadro normativo definito a livello nazionale ed europeo sulla coesistenza tra produzioni ogm e non – dice Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche – introdurre il concetto di volontarietà di non coltivare transgenico significa inevitabilmente dare anche la possibilità di farlo, creando nelle Marche un precedente che rischia di essere un cavallo di Troia per il via alle coltivazioni di organismi geneticamente modificati nel resto d’Italia. Siamo preoccupati per il fatto che una Regione finora in prima linea contro gli Ogm possa prendere questa topica madornale».
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